La Asl condannata per comportamento anti-sindacale
CHIETI. La Asl attiva il servizio di pronta disponibilità del personale di ostetricia dell’ospedale di Chieti senza confronto col sindacato e il giudice del lavoro, Ilaria Prozzo, la condanna per...
CHIETI. La Asl attiva il servizio di pronta disponibilità del personale di ostetricia dell’ospedale di Chieti senza confronto col sindacato e il giudice del lavoro, Ilaria Prozzo, la condanna per condotta antisindacale. È la decisione del tribunale del lavoro di Chieti su ricorso presentato dal NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche. Il giudice ha anche dichiarato l’illegittimità del provvedimento dell’azienda sanitaria, ordinato alla Asl di ritirarlo e imposto di «attuare per il futuro il servizio di pronta disponibilità previa definizione di criteri generali di programmazione oggetto di informativa e confronto sindacale». La Asl deve pagare le spese di lite al NurSind di 3.645 euro.
Il 17 febbraio scorso il sindacato, tramite il segretario provinciale Vincenzo Pace, ha denunciato la antisindacalità della condotta della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, “per aver attuato il servizio di pronta disponibilità nei mesi di dicembre 2020, gennaio e febbraio 2021 per il personale ostetrico, senza la preventiva informazione e il confronto sindacale e, aspetto ancora più grave, senza retribuzione”. “Il 22 dicembre 2020, la coordinatrice dell’area ostetrica Asl ha attivato la reperibilità del personale ostetrico nel turno notturno e festivo per i mesi di dicembre, gennaio e febbraio senza una preventiva programmazione annuale né il confronto con i sindacati”, riporta Pace, “in palese violazione delle prerogative che la contrattazione collettiva attribuisce alle organizzazioni sindacali in materia della pronta disponibilità. Non solo, la Asl ha violato una specifica normativa contrattuale contemplante l’obbligo di preventiva informazione e confronto, ledendo l’interesse dell’organizzazione sindacale ad una partecipazione consapevole alle scelte aziendali e anche l’immagine del sindacato, totalmente estromesso dal processo decisionale aziendale. E per di più queste reperibilità non erano retribuite. Da qui il ricorso ora accolto dal giudice del lavoro del tribunale di Chieti che ha condannato la Asl per condotta antisindacale nei confronti del NurSind, dichiarato illegittimi i provvedimenti intrapresi contro il personale ostetrico, ha imposto all'azienda di cessare immediatamente la condotta antisindacale e di astenersi per il futuro a prendere decisioni simili”. (t.d.r.)
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