La Asl nel mirino dell’ispettore del Mef Zavattaro risponde

Sono 28 le contestazioni, il manager si dimette? «Ma quali dimissioni, replicheremo punto per punto»
CHIETI. La spada di Damocle del Mef pende sulla Asl di Chieti e il suo manager, Francesco Zavattaro. Sono 28 le contestazioni che un ispettore del ministero ha fatto e che ora attendono risposte. Il manager sarà costretto a dimettersi? La Regione farà dietrofront dopo averlo promosso quasi a pieni voti pochissimi mesi fa?
Zavattaro non si sottrae all’intervista e commenta con un sorriso la prima domanda, quella sulle dimissioni obbligate. Poi spiega: «L’ispettore è arrivato da noi a giugno ed è andato via a settembre. Qualche giorno fa ci ha notificato la sua relazione di 150 pagine, inviata anche all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci».
Ogni anno, il ministero dell’Economia e delle Finanze sceglie a campione gli enti da passare al setaccio. E quest’anno è toccato a caso alla Asl di Chieti finire nel mirino degli 007 del ministero. «L’ispettore ha visionato di tutto e di più. Ma la sua relazione non è l’atto conclusivo che non ci concede alcun appello. Anzi, abbiamo a disposizione un certo numero di giorni per preparare le nostre controdeduzioni partendo dal fatto che una buona metà delle 28 contestazioni si riferiscono a meri fatti formali. Alcune sono delle semplici osservazioni».
E il resto, qualcuno di quei cartellini rossi le fa paura? «Le rispondo anche a questa domanda. Non mi fanno paura perché per il 95 per cento riguardano questioni ereditate dalla precedente gestione seperata della Asl. Quindi gli anni 2011-2012. Questioni che abbiamo risolto o che stiamo risolvendo». Ci faccia qualche esempio. Il ministero le contesta appalti e gestione dei fondi del personale: come risponderà? «Al momento della fusione tra le Asl di Chieti, Lanciano e Vasto, facemmo un verifica attraverso una perizia sui fondi del personale da cui l’ex Asl di Lanciano-Vasto aveva tolto 1,5 milioni di euro. In accordo con i sindacati, però, decidemmo di restituire quei soldi a partire dal 2010. Ora però l’ispettore ritiene che saremmo dovuti partire con i nostri calcoli da una data antecedente. Ma c’era un problema che noi considerammo ed era quello della prescrizione breve». Passiamo allora agli appalti che le vengono contestati. «E’ vero, si va dalla gara per il servizio della mensa, alle Croci agli Oss (operatori socio sanitari), ma erano tutti appalti andati avanti in regime di proroga anche di cinque anni che noi, gradualmente, abbiamo sciolto. Siamo pronti a rispondere anche su questo punto». E che ne dice della scarsa trasparenza nel senso che l’ispettore vi contesta di avergli negato atti che lui chiedeva di visionare? «In questo caso ho subito attivato una indagine interna alla Asl e, effettivamente, risulta che un dirigente non ha consegnato gli atti che gli erano stati chiesti. Ma ora non esito a dirle che ne risponderà di persona. Stiamo già lavorando per replicare al Mef. Le nostre controdeduzioni saranno pronte tra qualche giorno. Le invieremo prima di tutto all’assessore Paolucci. Vuole sapere altro?». Sì, che cosa ne pensa dell’idea del governatore, Luciano D’Alfonso, di costruire un nuovo ospedale, con mille posti letto, tra Chieti e Pescara, ovvero a Sambuceto? E’ uno spreco? Un doppione? O cos’altro? «Le emergenze sono altre. Tra due mesi dobbiamo rispondere alla seconda richiesta di fidejussione del project financing per realizzare una nuova ala del policlinico che risolva il caso del cemento impoverito. Il progetto della Regione ha invece tempi lunghissimi, non meno di dieci anni. Penso quindi che sia una trovata politica. Non ho problemi a dirlo». (l.c.)

