La Asl paga 45 infermieri

26 Marzo 2017

Il giudice: il tempo per indossare il camice non è una pausa, va remunerato

VASTO. Il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa (camice e mascherina protettiva), prima dell'entrata e dopo l'uscita dai reparti, non può essere inquadrato come "pausa", ma rientra a tutti gli effetti nell'orario di lavoro. Ed in quanto tale deve essere retribuito.

Sono le conclusioni a cui è giunto il Tribunale di Vasto che ha accolto il ricorso di 45 dipendenti della Asl provinciale e condannato l'Azienda al pagamento delle spettanze dovute, comprensive degli interessi e degli arretrati a decorrere dal mese di agosto 2010. Porta la firma del giudice del lavoro Caterina Salusti la sentenza che dà ragione al gruppo di infermieri professionali ed ausiliari (ex portantini) in servizio nei presidi ospedalieri di Vasto e Lanciano.

Gli operatori sanitari hanno visto finalmente riconosciuto un loro diritto: far rientrare il tempo impiegato per la vestizione (20 minuti) nell'orario di lavoro. In seguito al verdetto la Asl - che con ogni probabilità presenterà appello - dovrà sborsare una somma che potrebbe superare le 250mila euro. «Il tempo impiegato dai lavoratori, oltre all'orario normale del turno e pari a dieci minuti prima e dopo ogni turno, per indossare e dismettere la divisa, costituisce tempo di lavoro», scrive la Salusti, «non può essere inquadrato come pausa, ma come attività propedeutica all'esecuzione della prestazione relativa alla cura della persona, certamente necessaria in un'attività strettamente connessa all'igiene richiesta dall'attività lavorativa così peculiare. Conseguentemente», aggiunge il giudice, «la Asl è tenuta alla corresponsione della relativa retribuzione, anche se contenuta nei limiti dell'intervenuta prescrizione quinquennale, tenuto conto che il ricorso è stato depositato nel mese di agosto 2015».

A farsi promotore delle istanze dei 45 dipendenti, difesi e rappresentati dall'avvocato Luca Damiano, è stato il sindacato Fsi-Usae, nella persona del segretario territoriale di Chieti, Raffaello Villani. «La sentenza è provvisoriamente esecutiva, la Asl dovrà quindi dar seguito ai pagamenti, indipendentemente dall'eventuale proposizione dell'appello ed in attesa che la vicenda venga definitivamente risolta in Cassazione», commenta Villani, «i lavoratori hanno diritto ad essere risarciti perché il tempo impiegato per la vestizione rientra a tutti gli effetti nell'orario di lavoro». (cr.va.)