La Asl rischia di restare senza ambulanze

Tagliati i fondi per il trasporto dei pazienti in tutta la provincia, la minaccia delle associazioni: non copriamo i costi, ci fermiamo
CHIETI. A rischio in tutta la provincia di Chieti i servizi di 118, trasporto intraospedaliero dei pazienti e dei dializzati, farmaci, emocomponenti e diagnostici. Quasi 300mila abitanti, da Francavilla a San Salvo, Chieti compresa, potrebbero restare senza ambulanze dalla mezzanotte di oggi. Le cooperative che svolgono questi servizi per conto della Asl (Val Trigno, Croce Gialla, Croce Rossa Chieti, Croce Rossa Lanciano, Croce Azzurra e Croce Arcobaleno) sono state invitate dalla Asl a prorogare i servizi svolti a condizioni economiche più basse. Ma, secondo le cooperative, così non si riuscirebbe a coprire neanche i costi. Si ritrovano in ginocchio associazioni che insieme contano duecento tra autisti e infermieri, una flotta di 35 ambulanze e oltre 30 auto mediche.
ULTIMATUM ASL. Il 26 aprile scorso, la Asl, tramite il direttore dell’unità Governo dei contratti Pierluigi Galassi, ha inviato alle associazioni le condizioni economiche in base alle quali assicurare i servizi di 118, trasporto dializzati e farmaci. E per dare una riposta c’è tempo fino a questa mattina alle 10: o dentro o fuori. Ma, a leggere i prezzi offerti, le cooperative hanno scoperto condizioni peggiorative: i rimborsi sono più bassi dei precedenti, già contestati. Allora sono partiti una lettera di protesta alla Asl minacciando di sospendere ogni servizio dalla mezzanotte di oggi e un appello al prefetto Antonio Corona affinché faccia da mediatore.
LA PROTESTA. «Gli importi proposti», interviene il Tribunale dei diritti del malato di Lanciano, «non permettono alle cooperative di coprire neanche i costi del personale impiegato. Hanno così detto di assicurare i servizi prorogati fino alle 23.59 di oggi e di essere a disposizione per trovare soluzioni stabili, non inferiori ai 12 mesi e che non compromettano la sopravvivenza delle stesse». Solo con il servizio 118, ad esempio, queste associazioni coprono 12 delle 15 postazioni della provincia: Chieti, Lanciano, Francavilla, San Salvo, Castiglione, Carunchio (h12), Torrebruna (h12), Torricella, Atessa, Casoli, Villa Santa Maria e Lama dei Peligni.
I RIMBORSI. La Asl ha proposto importi tagliati chiedendo però alle associazioni di pagare autisti e infermieri in base al contratto nazionale, cioè 17,80 euro a ora per gli autisti e 20,41 agli infermieri. I conti non tornano secondo le associazioni: alla Valtrigno, per la postazione 118 di San Salvo, la Asl ha offerto 9.800 euro mensili per mezzo, autista e infermiere; alla Croce Gialla di Villa Santa Maria 13.339 euro. «Prezzi assurdi», spiega Francesco Taglieri dell’associazione Lanciano in Movimento, «una postazione 118 costa almeno 27.500 euro al mese solo di autista e infermiere. Se bisogna pagare gli autisti 17,80 euro l’ora, per 24 ore e 30 giorni, si hanno 12.816 euro mensili; 14.695 per gli infermieri: in tutto fanno 27.511 euro. Con i 13mila euro offerti si paga a malapena l’autista. Come fa la Asl a proporre questi prezzi, conoscendo anche quanto previsto dal Ccnl? Non solo, fa anche “ricatti” perché, come scritto nelle delibere di proroga, se le cooperative non accettassero, sarebbe pronta a ricorrere agli interinali, calpestando professionalità degli operatori e sicurezza degli utenti».
LE PROROGHE. La prima proroga risale al 31 maggio 2017 quando la Asl aveva dovuto annullare l’appalto da 10 milioni per i servizi di trasporto sanitario e non perché «il quadro economico non era idoneo a soddisfare l’interesse pubblico correlato all’individuazione della migliore offerta». A chiedere l’annullamento era stato il Nursing Up dopo una nota di tutte le associazioni che avevano evidenziato che i prezzi offerti non prevedevano la possibilità di garantire ai lavoratori il rispetto del Ccnl. Gara annullata e servizi prorogati, fino al 31 dicembre 2017. A questa proroga ne sono seguite altre e l’ultima scade oggi.

