La basista non risponde al giudice

Atessa. Arresti per la rapina alla Bcc: Calia si limita a dichiararsi innocente
ATESSA. Si è limitata a dichiarare la propria innocenza, avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. Silvana Calia, 32 anni, considerata la basista della banda che il 24 ottobre scorso ha rapinato la Bcc Sangro-Teatina di Piazzano, è comparsa ieri mattina davanti al gip Massimo Canosa, assistita dall’avvocato Antonella Marchetti, per l’interrogatorio di garanzia. Da martedì scorso la donna è agli arresti domiciliari. In base alle indagini condotte dai carabinieri di Atessa, Calia avrebbe fornito informazioni e supporto logistico alla banda di rapinatori romani: Mirko Aspergo, 38 anni, e Luciano Martelli, 75, che avrebbero materialmente compiuto il colpo entrando in banca armati di taglierino e tenendo in ostaggio clienti e dipendenti, ed Emanuele Aspergo, 37 anni, che avrebbe recuperato con la sua auto i due banditi subito dopo la rapina.
Originaria di Modugno (Bari) ma da anni residente ad Atessa, Calia è incensurata e lavora come operaia. «Il materiale raccolto nell’indagine è incentrato soprattutto sui romani», dice l’avvocato Marchetti, «a carico della mia assistita ci sono alcune intercettazioni telefoniche e ambientali che non provano direttamente il suo coinvolgimento. In occasione del furto dell’auto per la rapina o nelle perlustrazioni prima del colpo, lei non compare. Ci sono 2-3 contatti telefonici con gli altri indagati, ma in tempi non sospetti e i dialoghi, di pochi secondi, sono innocui, tanto da non essere trascritti. E se il telefono della mia assistita a volte ha agganciato la stessa cella telefonica di Aspergo, è stato in coincidenza delle visite nel carcere a Rebibbia dove Calia va a trovare il fratello. Riteniamo», conclude il legale, «che non ci siano prove concrete a sostegno della tesi che la giovane abbia in collaborato o fatto da basista».
La difesa ha chiesto la possibilità di autorizzare la donna ad andare al lavoro. Il gip Massimo Canosa si è riservato la decisione, in attesa del parere del pm Francesco Carusi, titolare dell’inchiesta.
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