La bimba è in Italia: «Finalmente a casa»

La piccola di San Giovanni Teatino atterrata all’aeroporto di Fiumicino con l’avvocato Scalera: ora è in struttura protetta
CHIETI. «Finalmente a casa». Sono state le prime parole pronunciate ieri pomeriggio, all’aeroporto di Fiumicino, dalla bambina di 8 anni che la madre aveva sottratto lo scorso 25 maggio alla nonna, a San Giovanni Teatino, portandola con l’autobus in Germania. Il 3 luglio i poliziotti della squadra mobile di Chieti avevano rintracciato la piccola a Duisburg, arrestando la mamma ed affidando la bambina ai servizi sociali della città tedesca.
A riportarla in Italia – su disposizione del procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini – è stato l’avvocato Monia Scalera, nominato curatore speciale dal tribunale. Ad attendere la piccola e la professionista teatina, a Fiumicino, c’erano i poliziotti della questura di Chieti, che hanno “scortato” entrambe fino alla struttura protetta nella quale la bimba è stata collocata dai giudici, con tassativo divieto di avvicinamento per i familiari. Secondo il tribunale, «il grave e irresponsabile comportamento dei genitori è indice della loro scarsa idoneità a svolgere il delicato ruolo; l’incuria e la negligenza mostrate rivelano che entrambi trascurano in modo palese i doveri inerenti alla responsabilità genitoriale, commettendo gravi reati e, quanto alla madre, violando in modo palese e spregiudicato gli ordini di protezione emessi in favore della figlia».
In occasione dell’arresto della madre, che era inseguita da un mandato di arresto europeo per aver violato l’obbligo di dimora cui era sottoposta per fatti legati al possesso di stupefacenti commessi a San Giovanni Teatino due mesi prima, era stata catturata anche la cognata della donna, condannata in via definitiva a 18 anni di reclusione per reati di droga. Il mandato di arresto europeo era stato richiesto dal procuratore capo della Repubblica di Chieti, Giampiero Di Florio, che ha coordinato l’intera inchiesta insieme ai sostituti Lucia Anna Campo e Giancarlo Ciani. Nel fascicolo aperto sulla scomparsa della bimba sono indagate (in questo caso a piede libero) anche altre cinque persone, tutte parenti della piccola, ovvero la nonna, il padre, la sorella e gli zii materni: per l’accusa, sono complici della madre, in quanto pienamente consapevoli dell’organizzazione della fuga, tant’è che hanno denunciato la sottrazione della minore con colpevole ritardo.
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