«La bomba? Uno scherzo cretino»

24 Ottobre 2014

Nunziato risponde al gip e smonta la minaccia a Bonanni, il complice Colasante rimane zitto

CHIETI. Macché attentato, era solo uno scherzo cretino! Così Davide Nunziato, ieri mattina, ha cercato di smontare l’accusa di minacce eversive all’ex segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni. Il 35enne di Francavilla, difeso dall’avvocato Giancarlo De Marco, ha deciso di parlare, davanti al gip Pescara, Gianluca Sarandrea. Mentre il suo presunto complice, il guardiese poco più che 21enne Donato Colasante, difeso dall’avvocato Graziano Benedetto, ha scelto di restare rigorosamente in silenzio, sempre ieri, ma davanti al gip di Chieti, Paolo Di Geronimo.

Uno scherzo cretino, dunque, nato per caso – dice Nunziato, rinchiuso nel carcere di Pescara – perché in auto teneva sei bulloni avanzati al gommista. Che lui prese, avvolse in un pezzo di carta, insieme a due spezzoni di filo elettrico, ma mentre li stava per gettare nel cestino della spazzatura gli venne l’idea, a suo dire goliardica, di fare spaventare qualcuno. Solo che quel qualcuno non era uno qualunque ma nientemeno che Bonanni.

«Sì, ho telefonato al 112 per dire che c’era una bomba. Ma non l’ho poggiata davanti a quel civico di viale Alcyone perché era la casa del politico...», ha detto ieri il francavillese, «avrei potuto mettere l’involucro in una qualsiasi altra parte. Ma visto che l’ho piazzato in quel punto ho dato ai carabiniere un riferimento specifico per farlo trovare». Questa è la difesa: non un attentato ma uno di scherzo di Carnevale fatto però il 21 marzo scorso, quindi in piena Quaresima. E ai danni di Bonanni che abita d’estate nella casa che confina con quella di Nunziato, il terrorista della porta accanto.