La busta di un discount può far scoprire i banditi

Vasto. Spesa in un market prima del colpo: dalle telecamere i volti della gang I cittadini: «Qui la gente ha paura di parlare», «Strade più illuminate di notte»
VASTO. Nicolino Di Paolo, il titolare del bar Ferrari narcotizzato e rapinato è tornato a casa. I figli Valerio e Marino continuano a lavorare cercando di non pensare a quanto accaduto. Intanto carabinieri e polizia cercano di identificare i tre rapinatori. Le indagini passano anche da un market locale. I tre avevano infatti un sacchetto in cui hanno sistemato il bottino con il logo del market. Le telecamere del supermercato potrebbero aiutare a scoprire l’identità dei tre. Il loro accento tradiva origini locali. Ed erano a conoscenza delle abitudini di Di Paolo. I tre uomini incappucciati potrebbero essere ancora alla Marina. Sulla vicenda indagano i carabinieri coordinati dal tenente Luca D'Ambrosio attuale comandante della Compagnia. Ma insieme ai militari dell’Arma indaga anche la polizia. Sia il bossolo del colpo di pistola esploso in aria dai banditi e sia lo straccio imbevuto di etere e usato per narcotizzare il barista sono stati inviati nei laboratori di analisi nella speranza che possano raccontare qualche particolare sui rapinatori.
IL SILENZIO DEL MINISTERO. Purtroppo, nonostante quello che accade nel Vastese, gli appelli al governo continuano a cadere nel vuoto. La criminalità incalza ma Vasto è stata cancellata dall’agenda del ministero degli Interni. Nei trasferimenti ufficializzati nei giorni scorsi dal ministero e che saranno operativi dal 4 dicembre, non è previsto l'arrivo di alcun agente di polizia. Nonostante la vulnerabilità del Vastese sia ormai un problema riconosciuto da tutti gli schieramenti politici e gli ultimi episodi di cronaca culminati nella rapina di venerdì notte al bar Ferrari abbiano aumentato la paura dei cittadini e degli operatori economici, Roma risponde picche. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, è tornato a chiedere al prefetto di Chieti, Antonio Corona, una soluzione per arginare l’aumento di criminalità che a Vasto e San Salvo sta ormai dilagando. «Chiediamo al sindaco e ai nostri parlamentari di fare qualcosa per ridare la serenità e la tranquillità a una città che ormai sembra ostaggio della malavita», è l’appello ripetuto dal presidente del Consorzio Vivere Vasto Marina, Massimo Di Lorenzo. Anche il segretario provinciale del sindacato di polizia Coisp, Mauro Giannetta, ha chiesto al questore di Chieti di farsi portavoce al ministero dell’esigenza di rinforzo degli organici di polizia.
LE RICHIESTE DELLA POPOLAZIONE. Davanti al crescere della malavita la gente è spaventata. Non si sente protetta e ha paura anche a parlare. Paolo Leonzio è uno dei pochi a non arrendersi: «Occorrono la certezza della pena e più garanzie ai cittadini», dice, «è importante per invogliare la gente a fornire notizie alle forze dell’ordine senza che poi subisca conseguenze o venga coinvolta. Spesso i cittadini sono restii a collaborare per paura. Servono poi più controlli in borghese: l’amministrazione comunale deve coinvolgere le associazioni nel controllo del territorio». Vincenzo Bottari, pensionato del centro storico: «Occorre più illuminazione sulle strade della città. Lo stesso centro storico, nel quale risiedo, è al buio e la sera diventa pericoloso uscire di casa. Questo aspetto è importante ai fini della sicurezza in città: i malviventi agiscono indisturbati perché sanno che è difficile riconoscerli». Dello stesso parere è Michele Provicoli, che abita alla Marina: «Più illuminazione», dice, «soprattutto nell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria».
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