La caduta del grande accusatore della sanità
CHIETI. ll grande accusatore della sanità abruzzese, l’uomo che fece arrestare nel 2008 l’ex governatore Ottaviano Del Turco, ha già scontato 12 mesi di detenzione domiciliare per un reato ambientale....
CHIETI. ll grande accusatore della sanità abruzzese, l’uomo che fece arrestare nel 2008 l’ex governatore Ottaviano Del Turco, ha già scontato 12 mesi di detenzione domiciliare per un reato ambientale. L’ordinanza firmata ieri dal Tribunale di sorveglianza dell’Aquila chiude un cerchio giudiziario che Vincenzo Maria Angelini, l’imprenditore teatino con la mania di accatastare roba di lusso, aprì 11 anni fa.
È la primavera del 2008: l’allora magnate della sanità privata abruzzese, una passione smodata per i vestiti firmati e i vini di pregio, lancia accuse pesanti come macigni durante sette interrogatori, davanti ai pm di Pescara, che hanno l’effetto di decapitare la giunta regionale di centrosinistra. Racconta di aver pagato 15 milioni di euro di tangenti, in cambio di un regime di favori per le sue strutture sanitarie. Angelini accusa e si autoaccusa, salvandosi dall’arresto nell’inchiesta sulla sanità. Ma, intanto, la procura di Chieti apre l’indagine per bancarotta fraudolenta. Il 18 febbraio del 2010 arriva la dichiarazione di fallimento per Villa Pini. Il 27 aprile Angelini, che per due anni è riuscito a schivare le manette, finisce agli arresti domiciliari. Il resto è storia più recente. Il tribunale di Chieti infligge ad Angelini dieci anni di carcere per il crac da 100 milioni di euro, condanna ridotta in appello a 8 anni il 7 giugno del 2017, verdetto quest’ultimo confermato dalla Cassazione il 20 febbraio scorso. Ma adesso l’ex imprenditore non sconterà la pena in carcere: è malato, almeno per un anno resterà ai domiciliari. (g.let.)

