La carovana dell’ottimismo arriva in ateneo con Abete

L’inviato di Striscia la Notizia incontra gli studenti con il suo tour motivazionale «Ai ragazzi spiego che le difficoltà devono essere affrontate e non eluse»
CHIETI. «Ai ragazzi, paradossalmente, auguro tante cadute. Perché più volte si cade, più volte si impara a rialzarsi. Ed è così che si diventa più forti». Il Luca Abete pensiero si può esprimere anche con queste parole, che questa mattina ripeterà ai ragazzi dell’università d’Annunzio per la quarta tappa dannunziana del suo Non ci ferma nessuno, sorta di tour che l’inviato della popolare trasmissione Striscia la notizia porta nelle università italiane. Abete e la sua “carovana dell’ottimismo” arrivano questa mattina dalle ore 11 nell’aula magna della facoltà di Lettere. Abete parlerà ai ragazzi, raccontando anche la propria storia e le tante porte in faccia ricevute prima dell’approdo a Striscia. «Vorrei far capire ai ragazzi» spiega, «che di fronte alle difficoltà non bisogna arrendersi. Anziché evitarle, bisogna, invece, affrontarle e considerarle come un’occasione di crescita. Bisogna viverle come se fossero una palestra, vale a dire un’occasione per diventare più forti. Ed ecco perché mi piace provocare i ragazzi, dicendo che auguro loro tante cadute. A questo punto, in gere, i ragazzi iniziano a guardarmi in maniera strana. Ma poi cerco di far capire loro che è proprio così: se noi viviamo i piccoli incidenti di percorso come un’occasione per diventare più forti, allora quegli incidenti di percorso non saranno la fine del mondo, come alcuni credono». E così, nella conferenza-spettacolo di Abete, l’inviato di Striscia punterà più sui propri insuccessi che sugli obiettivi raggiunti. Abete sottolinea il fatto che vuole proporsi ai ragazzi non come un maestro di vita, o come un professore. Ma più che altro come un amico che si confida, mantenendo, dunque, un rapporto paritario con gli studenti. «Non voglio dare lezioni di vita, ma solo portare la mia testimonianza. Non una lezione da imparare, ma semplicemente una storia vera, in cui si può credere».
Grazie all’originalità del format comunicativo e l’importanza del messaggio trasmesso, l’università di Parma ha conferito un anno fa a Luca Abete il titolo di Professore ad Honorem in “Linguaggio del Giornalismo”. Nel 2016 invece il tour è arrivato in Città del Vaticano dove Luca Abete ha parlato con Papa Francesco a 7000 ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia. Il progetto vanta anche un prestigioso riconoscimento istituzionale: la Medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L’iniziativa porta con sé anche un progetto solidale a favore del Banco alimentare. L’obiettivo è donare ai bambini di famiglie povere kit per la merenda.
Chi vuole donare può farlo con un semplice click: basta andare sul sito interne dell’iniziativa Non ci ferma nessuno e cliccare sull’apposito pulsante rosso. Si no a ieri erano già stati raccolti oltre 8000 kit merenda.
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