La Casina dei Tigli apre le braccia alla città

Oggi l’inaugurazione del luogo simbolo di Chieti, centro di aggregazione che ha fatto crescere e innamorare 4 generazioni
CHIETI. Torneranno i mitici panzerotti fumanti, vero e proprio must della Casina dei Tigli, torneranno i tavolini all’aperto nel verde della villa comunale e ci si tornerà a dare appuntamento lì, al locale che per tante generazioni è stato insostituibile luogo di ritrovo. È tutto pronto per l’inaugurazione di oggi pomeriggio alle ore 18 per la nuova Casina dei Tigli. I due nuovi gestori, l’onorevole di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e il presidente regionale dell’Ais (Associazione italiana sommelier) Gaudenzio D’Angelo, riapriranno le porte dello storico locale che rischiava di rimanere al palo, al termine della precedente gestione affidata alla famiglia Aceto.
La Casina riaprirà con le attività che portava avanti prima della chiusura, ovvero il bar e il ristorante, ma nella versione Di Stefano – D’Angelo, il locale offrirà molto di più. A cominciare dal “wine bar”, ovvero uno spazio dove protagonista sarà il vino e, d’altronde, vista la presenza di D’Angelo, questo tipo di scelta non è certo una sorpresa. Per continuare con il ristorante di prestigio che aprirà nella sala dedicata all’esploratore teatino Giovanni Chiarini.
Il ristorante è pronto, ma questo, in realtà, è l’unico tassello del mosaico ancora mancante. Perché, nonostante sia tutto praticamente a posto, per poter aprire questo servizio occorre il lasciapassare della Sovrintendenza archeologica, chiamata a dire la sua sull’adeguamento dei servizi igienici alla norma vigente. Ma il duo Di Stefano–D’Angelo ha deciso di partire lo stesso.
Sebbene la precedente gestione avesse saputo rivitalizzare il locale, soprattutto nelle sere d’estate in cui veniva organizzato un apposito cartellone di spettacoli e di eventi, la nuova gestione promette di fare ancora di più. La Casina dei Tigli vuole essere punto di aggregazione non solo sociale, ma anche culturale. E d’altronde, come racconta l’imprenditore Teresio Cocco, grande appassionato di storia cittadina, quel posto ha sempre avuto una vocazione culturale, tanto è vero che prima della nascita del locale vi si trovava un piccolo teatro all’aperto. Il teatro fu edificato nel 1935, quindici anni dopo, nel 1950, nacque invece la Casina dei Tigli. L’iniziativa fu dell’amministrazione comunale di allora, che pensò bene che, nel cuore del principale parco cittadino, ci stesse bene un punto di ristoro. Il nome è dovuto alle piante di tiglio che circondano la struttura. La struttura fu edificata a tempo di record, in una sola settimana, dal geometra Vincenzo Marcantonio.
Il primo gestore fu Luigi Femminella (detto “muzzate”, soprannome che deriva da terra, visto che era il proprietario di una fornace). In seguito la gestione passò nelle mani dell’imprenditore edile Guido Di Cosmo, altro nome che ha fatto la storia della vita cittadina. Poi fu la volta della famiglia Natale-Mammarella, a cui pare si debba l’inaugurazione non solo dei panzerotti di fritti, ma anche delle altrettanto famose pizzette al pomodoro.
Di Stefano e D’Angelo hanno rilevato la gestione con un investimento di 350 mila euro. “Un cuore che batte nel centro di Chieti” è lo slogan che hanno scelto per l’operazione, slogan azzeccato visto che la Casina dei Tigli è un po’ nel cuore di tutti i Teatini.

