La Casina dei tigli è pronta a rinascere Riapre per Pasqua

Un grande ristoratore disposto a pagarla oltre 300mila euro Dall’archivio Cocco spunta una foto: prima c’era un teatrino
Da teatro all’aperto a punto di ritrovo per giovani di almeno tre generazioni. Pochi lo sanno, ma la mitica Casina dei tigli, dispensatrice di gustose pizzette al pomodoro e di inimitabili panzerotti fritti per 60 anni, ha mosso i primi passi come luogo di cultura negli anni Trenta.
«È vero» racconta l’imprenditore edile teatino Teresio Cocco «custodisco alcune foto che illustrano le origini di quella che poi diventò la Casina dei tigli». Ma bisogna fare un tuffo nel passato di 81 anni. «Precisamente nel 1935» riprende l’imprenditore innamorato della sua Chieti «anno in cui venne edificato nel cuore della villa comunale un teatro all’aperto. Un posto frequentatissimo d’estate come mostra la foto». Bisognerà aspettare 25 anni per assistere alla trasformazione del teatro di piazza Mazzini nel bar-pizzeria che ha deliziato i palati di tante generazioni.
«La Casina dei tigli vera e propria» prosegue Cocco «è stata costruita, per volontà del Comune, nel 1950 quando, al taglio del nastro, per un mese di fila la villa ospitò una Fiera».
Una specie di mini Expo teatino dove in vetrina vennero messi i prodotti artigianali del territorio. «Singolare anche la storia della sua costruzione. Ad occuparsene fu il geometra Vincenzo Marcantonio, alias “In tecnicoloro” (perché amava vestirsi con colori sgargianti) che creò un piccolo capolavoro architettonico in una settimana. Un tempo record che stupì tutti: per primo il gestore al quale il Comune aveva affidato la struttura per 50 anni, Luigi Femminella, detto “muzzate”, che deriva da terra, visto che lui era il proprietario della fornace e in più amministratore della “Teatina”, società che vendeva acqua gassata che, in seguito, venne rilevata da un altro personaggio importante della teatinità, il costruttore Guido Di Cosmo. Anni che ricordo con grande nostalgia» aggiunge l’imprenditore teatino «erano i primi anni Sessanta e la Casina dei tigli per noi ventenni era una specie di “riserva di caccia” dove poter incontrare e conoscere le ragazze. Non ce ne erano di bellissime e quelle più carine avevano uno stuolo enorme di corteggiatori. Ricordo» ammette divertito Cocco «che io arrivavo sempre nelle ultimi posizioni...Alla villa comunale si andava anche per ascoltare il complesso “fenomeno” del momento, “I Vagabondi” che facevano musica jazz ed era composto da Goffredo Civitarese alla chitarra elettrica, Luciano Luciani (flauto), Rolando Di Nezio (batteria) Saverio Burattini che allora era studente in Giurisprudenza (pianoforte) e Giampiero Florio al contrabasso. Andavano fortissimo e avevano raggiunto un discreto sucesso anche fuori dai confini regionali».
Anni che segnarono il cambio del testimone alla gestione della Casina dei Tigli con la famiglia Di Natale-Mammarella. «Anni bellissimi che inaugurarono la lunga stagione delle favolose pizzette al pomodoro con gli insuperabili panzerotti fritti» aggiunge Cocco «leccornie che accompagnavano le nostre giornate cucinate da Tonino detto Sofia».
Pizze e panzerotti bollenti come la contestazione del Sessantotto e quella degli scontri politici degli anni Settanta. Ma quei panzerotti fumanti mettevano d’accordo tutti, perché nessuno sapeva resistere al richiamo di quel profumo intenso che invadeva la villa comunale. In quegli anni la Casina dei tigli è stata una seconda casa per molti studenti: il filone la mattina e il pomeriggio ancora là con minigonne da capogiro e pantaloni a zampa d’elefante speso davanti al juke box. «Anni bellissimi» ricorda l’imprenditore teatino «ci auguriamo che tutto questo possa continuare, anzi, che la Casini dei tigli torni a diventare il luogo dell’anima dei giovani teatini. Come lo è stato per noi».

