La Cassazione: il sansificio Vecere inquinava

2 Agosto 2020

Nuovo Senso Civico: con l’ultima sentenza vince il diritto alla salute dei cittadini dopo 10 anni di liti 

TREGLIO. Si conclude con una sentenza della Cassazione, una battaglia lunga 10 anni tra proteste, ricorsi in tribunale, indagini della Procura, manifestazioni, raccolte di firme. L'organo supremo della giustizia ordinaria ha decretato che il sansificio e la centrale a biomasse di Treglio inquinavano e che i responsabili erano i proprietari Antonio Vecere ed Enrico Vecere condannati al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della cassa ammende. I due erano già stati condannati per inquinamento e per inottemperanza delle norme vigenti sui limiti delle emissioni nocive in atmosfera in primo e secondo grado. Ora, la sentenza definitiva della Cassazione. A darne notizia l'associazione Nuovo Senso Civico, attiva fin dall'inizio nel contrasto alle emissioni degli impianti: «È la pietra tombale di una vicenda che si conclude con una vittoria piena e definitiva del diritto alla salute dei cittadini di Treglio e dell'intero comprensorio frentano», commenta l'attivista e portavoce Orlando Volpe. «Nella sentenza della Corte di Cassazione è anche confermato il reato contestato a Enrico Vecere perché non sono state rispettate le prescrizioni previste dall’autorizzazione, producendo emissioni di monossido di carbonio non consentite dalla legge. Treglio può finalmente tornare a respirare senza più timori per il proprio futuro. Questa giusta vittoria, sancita dalla legge», prosegue l'associazione, «non anima nessun senso di soddisfazione che vada oltre il significato dell'obiettivo raggiunto. La sentenza della Cassazione ha solo ribadito l'ineludibilità di un principio fondamentale: il diritto alla salute dei cittadini non può essere soverchiato da interessi di parte che giungano a violare le norme vigenti in materia. L'augurio è che questa storica sentenza apra la strada ad un rapporto di reciproca collaborazione tra chi difende gratuitamente la salute pubblica e chi fa libera impresa: due concetti importanti e ben definiti all'interno della nostra costituzione che devono poter convivere insieme. Un ringraziamento particolare va rivolto all'avvocatessa Lidia Flocco, per aver messo la sua preziosa competenza al servizio della comunità, rinunciando all'onorario. E grazie a tutti quelli che ci hanno creduto fino in fondo, in particolare al presidente di Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci, l'indomito Ulisse di questa Odissea».
(d.d.l.)