La centrale 118 diventa un caso: «No al trasferimento a Pescara»

La fusione delle sedi entro un mese fa discutere, coro di contrari allo spostamento vicino all’aeroporto Febbo risponde al sindaco, i consiglieri comunali perplessi: «La città viene privata di un altro servizio»
CHIETI . Dal consigliere regionale Mauro Febbo agli esponenti del consiglio comunale, è un coro di no quello che arriva alla centrale unica del 118 con Pescara. La fusione entro un mese delle due sedi, annunciata nei giorni scorsi con l’articolo del Centro, è diventata un caso. A nulla sono servite le parole del sindaco di Chieti Diego Ferrara, che ha chiarito non trattarsi di «una spoliazione ai danni della città ma l’espressione di una razionalizzazione della medicina integrata territorio-ospedale». Sono molte le perplessità espresse da gruppi politici e civici.
FEBBO RISPONDE AL SINDACO
Nei giorni scorsi il primo cittadino teatino, intervenendo sul tema, aveva puntato anche il dito contro il consigliere regionale: «Ha avversato per anni il progetto, ora ne diventa il deus ex machina, con la Regione di centrodestra che lo attua», aveva commentato Ferrara. «Ma le origini stanno altrove e questa non è una spoliazione». Dal capogruppo di Forza Italia non tarda la replica: «Ero e sono fortemente contrario a questa decisione che è targata dal duo Luciano D’Alfonso e Silvio Paolucci a danno della sanità teatina». E aggiunge: «La contrarietà non nasce dallo spirito campanilistico, ma dalla analisi tecnico economico e di costo-benefici. Chieti aveva una centrale all’avanguardia, di oltre 300 metri quadrati, quindi eventualmente anche in grado di ospitare quella unica evitando spese e sperpero del denaro pubblico».
LE PERPLESSITÀ
Sulla centrale unica del 118 intervengono anche i gruppi civici “Chi ama Chieti” e “Chieti c’è”: «Siamo perplessi e preoccupati per lo spostamento». Il consigliere Valerio Giannini entra nel merito: «Se è vero che questa amministrazione poco avrebbe potuto fare per evitare una decisione definita nel giugno 2018 con la sigla del protocollo d'intesa tra Regione, Saga e le due aziende sanitarie locali interessate, posto che non si perderanno postazioni, ambulanze e servizi, non si può giustificare l’ennesima spoliazione ai danni dell’intera comunità teatina». E continua: «In futuro non permetteremo che decisioni di questo tipo vedano Chieti privarsi di sedi e funzioni». Il consigliere Damiano Zappone puntualizza: «La priorità del nostro agire è preservare, anzi migliorare i presidi medico sanitari sul territorio, vigilando attentamente e quotidianamente sull’operato dell’azienda sanitaria e del governo regionale».
POMPILIO
Infine la consigliera comunale di Azione Politica, Serena Pompilio, attacca l’amministrazione. «Evidentemente non ci si rende conto, o si fa finta di farlo, cosa significhi perdere una funzione così importante». E poi sull’assessore comunale alla sanità Fabio Stella: «Mi ha sorpreso il suo silenzio, non si comprende quale contributo tecnico stia dando per la città». E conclude: «Non dimentico che la presidenza della commissione sanità al Comune di Chieti appartiene proprio al gruppo Chi ama Chieti, che con Gabriella Ianiro nessun contributo valido ha dato al tema».
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