La centralità della vita nelle teorie di Auriti
GUARDIAGRELE. “Giacinto Auriti. Una memoria accedemica e civile a dieci anni dalla scomparsa” è stato il tema del convegno che si è svolto nel salone comunale e dedicato alla figura del giurista e...
GUARDIAGRELE. “Giacinto Auriti. Una memoria accedemica e civile a dieci anni dalla scomparsa” è stato il tema del convegno che si è svolto nel salone comunale e dedicato alla figura del giurista e docente universitario scomparso l’11 agosto del 2006, teorico del valore indotto e inventore della moneta popolare Simec. Dopo il saluto del sindaco Simone Dal Pozzo, il convegno, coordinato dal professor Dino Mastrocola, già preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Teramo, è stato aperto dall'intervento del professor Ezio Sciarra, già preside della Facoltà di Scienze sociali della D’Annunzio, che ha ricordato la acuta intelligenza del professor Auriti, ma soprattutto la sua enorme disponibilità e generosità, dettate dalla convinta fede cattolica, che lo portò a costruire a proprie spese una piccola chiesa dedicata alla Madonna di Fatima. «La sua cristianità», ha evidenziato Sciarra, «lo induceva ad avere con tutti un atteggiamento aperto al dono e non alla convenienza». Sciarra ha quindi ricordato la famosa teoria del “valore indotto della moneta” scoperta dal professore guardiese, secondo la quale chi crea il valore della moneta non è chi la stampa, ma il popolo che l’accetta come mezzo di pagamento. I banchieri e i grandi usurai, si appropriano però del valore monetario, usandolo come strumento di dominazione e imponendo all’umanità il signoraggio del debito.
La professoressa Maria Gabriella Esposito, già docente di Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto, ha messo in risalto che tutte le premesse teoriche di Auriti sono sempre partite dalla centralità della vita. «Per lui», ha sottolineato Esposito, «l’uomo per il solo fatto che esiste crea valore». Ha poi ricordato la proposta di legge di Auriti sulla “Proprietà popolare della moneta”, presentata al Senato, in rispetto con la dottrina sociale della chiesa e in particolar modo, con l’Enciclica del 1891 “Renum Novarum” di Papa Leone XIII, che si basa su due parole: tutti proprietari. A prendere la parola anche Filippo Auriti, figlio del giurista, che ha ricordato la straordinaria esperienza della circolazione della moneta popolare Simec a Guardiagrele nell’agosto del 2000. Giovanni Iannamico
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