La Cgil denuncia: «Crescono i lavoratori contagiati dal Covid»
Allarme della Cgil sul contagio da coronavirus negli ospedali e nelle strutture sanitarie della provincia. Il patronato Inca Cgil, diretto da Giuseppe Visco, ha incrementato in maniera significativa...
Allarme della Cgil sul contagio da coronavirus negli ospedali e nelle strutture sanitarie della provincia. Il patronato Inca Cgil, diretto da Giuseppe Visco, ha incrementato in maniera significativa gli infortuni da Covid-19 avvenuti durante lo svolgimento della loro attività lavorativa. E in molti casi, sostengono i segretari Fp Cgil Sergio Zinni, Filcams Cgil Elena Zanola e il segretario provinciale Antonio Spina, «il contagio è causato dalle non adeguate misure di prevenzione e sicurezza». Dall’inizio di marzo il sindacato sta denunciando una «grave situazione» all’interno di tutte le strutture sanitarie provinciali.
A tutto questo si aggiunge il fatto che il personale sanitario e dei servizi esternalizzati che è già stato sottoposto a tampone deve continuare a lavorare fino a quando non arriva l’esito dell’esame. «Nei casi che stiamo seguendo», dicono i sindacalisti della Cgil, «i tempi di attesa sono in alcuni casi anche 17 giorni. Bisogna garantire tempi rapidi per gli esiti dei tamponi altrimenti non si uscirà più dalla spirale dei contagi. Non è accettabile continuare a lavorare in attesa di sapere se si è contagiati o meno in ambienti di lavoro in cui la gente si reca per essere curata. È necessario, infine, che la Asl verifichi se per il personale contagiato sia stata attivata da parte della stessa Asl e delle ditte dei servizi esternalizzati la tutela dell’Inail relativa agli infortuni sul lavoro; il timore, infatti, è che non sia stata effettuata la denuncia di infortunio per tutti i lavoratori contagiati». (a.i.)
A tutto questo si aggiunge il fatto che il personale sanitario e dei servizi esternalizzati che è già stato sottoposto a tampone deve continuare a lavorare fino a quando non arriva l’esito dell’esame. «Nei casi che stiamo seguendo», dicono i sindacalisti della Cgil, «i tempi di attesa sono in alcuni casi anche 17 giorni. Bisogna garantire tempi rapidi per gli esiti dei tamponi altrimenti non si uscirà più dalla spirale dei contagi. Non è accettabile continuare a lavorare in attesa di sapere se si è contagiati o meno in ambienti di lavoro in cui la gente si reca per essere curata. È necessario, infine, che la Asl verifichi se per il personale contagiato sia stata attivata da parte della stessa Asl e delle ditte dei servizi esternalizzati la tutela dell’Inail relativa agli infortuni sul lavoro; il timore, infatti, è che non sia stata effettuata la denuncia di infortunio per tutti i lavoratori contagiati». (a.i.)

