La Cgil: quali sono le ricadute su lavoratori e territorio?

CHIETI. «Confermiamo piena fiducia nelle competenze e nella professionalità di chi ha il compito di collocare sul mercato le 4 nuove banche ma non accettiamo che la sorte dei lavoratori, degli...
CHIETI. «Confermiamo piena fiducia nelle competenze e nella professionalità di chi ha il compito di collocare sul mercato le 4 nuove banche ma non accettiamo che la sorte dei lavoratori, degli occupati diretti e di quelli dell’indotto sia decisa senza coinvolgere chi li rappresenta». Lo sostengono in una nota le segreterie della Fisac-Cgil dei gruppi Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara.
«Abbiamo ben chiara la distinzione fra istituzioni, politica, banca e affari ecc.», scrivono i sindacati, «ma non accettiamo che le istituzioni locali si disinteressino del destino e delle prospettive di 4 nuove banche e delle altre aziende e società dalle stesse controllate e/o partecipate, decisive per il territorio. Abbiamo consapevolezza dei guasti provocati da passate gestioni e delle ombre lunghe che ancora si riverberano sull’esistente ma non accettiamo che chi aveva autorità e titolo per intervenire, ora se ne lavi le mani e non si ponga la domanda su quali riflessi per il territorio, per le famiglie e le imprese della programmata cessione». I sindacati, in sostanza, chiedono: «quali sono i criteri adottati dall’Autorità di risoluzione, proprietaria delle 4 nuove banche? Quali sono le condizioni poste ai potenziali acquirenti invitati alla “data room”?; Quale peso avranno nella selezione delle offerte le ricadute sui territori e sui lavoratori? Quale progetto per il territorio, quale ruolo per le 4 nuove banche che, “tolti dall’attivo i prestiti in sofferenza, sono ora impegnate a rinforzare il rapporto con oltre un milione di clienti tra depositanti e piccole e medie imprese”? Quale gestione da parte della Rev dei crediti in sofferenza, che sono stati ceduti ad un valore ampiamente svalutato? Si stanno valutando gli effetti della vendita dei crediti deteriorati sull’economia reale, sulle imprese e le famiglie? Quale piano industriale e quale risposta all’occupazione diretta e indiretta, vero volano per la ripresa dell’economia ? L’occupazione e le condizioni di lavoro passano per le risposte a queste domande».
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