«La cifra è gonfiata Così la giunta regala 2,4 milioni»

6 Dicembre 2014

Il Comune decide di pagare extra d’oro a Formula Ambiente Ma un consigliere scopre l’atto che smentisce il sindaco

CHIETI. Dallo scandalo della “mafia romana” al regalo sotto l’albero del Comune di Chieti. Un consigliere comunale 007, Alessandro Giardinelli, new entry del gruppo Democrazia solidale, scopre un atto imbarazzante per la giunta di Umberto Di Primio che, a novembre, ha deciso di pagare un extra di ben 2,4 milioni di euro alla società Formula Ambiente i cui vertici sono poi finiti nella bufera dell’inchiesta romana.

Ma questi soldi, riferiti alla raccolta dei rifiuti in città, non sarebbero dovuti. A dimostrarlo è un documento interno che porta la firma di un dirigente comunale che smentisce la giunta. «Avendo letto molti articoli di stampa che illustrano come lo scandalo della “mafia romana” abbia coinvolto anche alti livelli della società “Formula Ambiente” alla quale molti comuni abruzzesi hanno affidato la raccolta di rifiuti, compreso Chieti, e avendo saputo che la giunta Di Primio ha approvato una transazione con la stessa società con cui il Comune si impegna a darle 2,4 milioni per prestazioni extra-contrattuali, ho ritenuto opportuno richiedere gli atti allegati alla delibera nell’esercizio del controllo che ogni consigliere tenuto a fare», è la premessa di Giardinelli che entra nel vivo: «Dal punto di vista politico è chiaro come l’importo è frutto di una mancata programmazione e che in passato la giunta ha sbandierato falsamente di aver superato la soglia del 65% di raccolta differenziata, quando poi ha ammesso di dover pagare 2 milioni e 400mila in più del previsto. Dal punto di vista amministrativo, invece, sembra che la somma reale che il Comune debba dare al gestore sia molto inferiore». In parole semplici è di appena un terzo. Parlano gli atti: «Di fronte ad una richiesta da parte dell’Ati (Formula Ambiente e altri) di 3.100.000 euro la giunta stessa ha stabilito di non riconoscere all’interno di questo importo determinate prestazioni e precisamente le maggiori utenze e il trasporto fuori comune o regione dei rifiuti organici. Ma già sottraendo dalla cifra iniziale le somme non riconosciute dalla giunta il risultato che si ottiene non è di 2.400.000 euro ma di 1.600.000 euro». Che però sono ancora troppi: «Vanno infatti detratte le somme riconosciute per attività che l’Ati doveva da contratto mettere gratuitamente a disposizione dell’Ente, come quelle per ritirare i rifiuti da aree private quando i cittadini non provvedevano in proprio a depositare i cassonetti sul suolo pubblico». Non sono illazioni di un consigliere: «Applicando quanto indicato dagli atti comunali (capitolato, contratto, verbali di incontro tra le parti e delibera di Giunta) l’importo dovuto è di meno di 900 mila euro», afferma Giardinelli mostrando il documento firmato dal dirigente comunale che lo prova e che pubblichiamo.

Se i fatti stanno così, ci troveremmo di fronte un imbarazzante e ricco regalo sotto l’albero di Formula Ambiente. «Volendo avere risposte, presenterò una interrogazione al sindaco, alla sua giunta ed ai tecnici del settore comunale della materia», conclude il consigliere. Purché le tre risposte non arrivino dopo Natale.