La Cisl: mancano troppi medici

23 Maggio 2017

Il sindacato: la Asl non assume personale sanitario ma solo costosissimi dirigenti

CHIETI. La Asl non assume medici, di cui soffre la mancanza in maniera cronica, ma è pronta ad assumere due nuove figure professionali di cui non avrebbe bisogno. È quando sostiene la Cisl Medici in un comunicato a firma del segretario regionale Ercole D’Ugo e quello aziendale Carlo Alberto Capparuccia che minacciano azioni eclatanti di protesta.
I due sindacalisti puntano il dito contro la previsione di assumere due nove figure, quella di direttore della funzione ospedaliera e quella di direttore della funzione territoriale. I due nuovi assunti avrebbero un contratto di lavoro equiparato a quello dei direttori di dipartimento e requisiti di accesso di solo sette anni di anzianità di servizio e attestato di master di secondo livello. Per loro la Asl verrebbe a spendere circa un milione di euro l’anno.
«Figure queste, non previste dalle norme di legge», sottolineano i due sindacalisti della Cisl Medici, «che identificano gli incarichi possibili da conferire alla dirigenza medica, con funzioni sovrapponibili al direttore sanitario aziendale e fonte di spesa aggiuntiva di circa un milione di euro anno».
«Il tutto», continua il sindacato, «nel mentre il fondo dedicato alla spesa per il personale medico nel 2017 è stato decurtato di circa ottocentomila euro».
Da un lato si taglia e dall’altro si spende, ma non sempre laddove si spende coincide con le reali esigenze della sanità locale, sostiene la Cisl.
«Ultimamente assistiamo, nonostante le ripetute rassicurazioni, al continuo procrastinare dell'assunzione di tre cardiologi in sostituzione di colleghi in quiescenza», continuano i due sindacalisti, «costringendo in tal modo, i direttori delle Cardiologie di Vasto-Lanciano- Chieti, già in difficoltà, a programmare turni di lavoro non più tollerabili, ancora di più in previsione delle ferie da concedere doverosamente nei mesi estivi. I responsabili aziendali e regionali, chiamati in causa, continuano a scambiarsi accuse e a rimbalzarsi responsabilità di ogni tipo, senza trovare però soluzioni rapidi ed efficaci».
Il sindacato è pronto a lanciare la propria battaglia: «Qualora tale condizione dovesse ancora perdurare nel prossimo mese di giugno e nei mesi seguenti e conseguentemente le Unità operative si vedessero costrette ad interrompere le attività ambulatoriali, così dilatando ulteriormente le liste d'attesa, preannuncia che convocherà una apposita assemblea sindacale, per concordare ogni azione possibile di protesta e invierà al giudice del lavoro ogni documentazione necessaria». (a.i.)