La città va al centrodestra Paolini sindaco 10 anni dopo

19 Ottobre 2021

Vittoria su Marongiu per 442 voti: «Voglio iniziare a lavorare da subito»

LANCIANO. Filippo Paolini ce l’ha fatta: è (ancora) sindaco di Lanciano. Sfumata l’elezione al primo turno per 35 voti, il 65enne avvocato candidato del centrodestra è riuscito a strappare la vittoria al ballottaggio a Leo Marongiu, candidato del centrosinistra che aveva ottenuto anche l’appoggio dei 5 stelle. Con 9.252 preferenze pari al 51,22% Paolini torna ad indossare la fascia tricolore dopo 10 anni di governo del centrosinistra. Un ritorno a palazzo di città il suo, perché sindaco lo è stato dal 2001 al 2011.
LA FESTA Poco prima delle 17, quando mancano una manciata di voti da analizzare ma è chiara la vittoria di Paolini, scoppia la festa davanti alla sede elettorale lungo corso Trento e Trieste. Le tante persone presenti – candidati consiglieri, simpatizzanti, curiosi – incollate come al primo turno agli schermi della sede che aggiornavano i voti in continuazione, cominciano ad applaudire e ad andare verso il neo sindaco che scende dal suo studio poco più su della sede. Tifo da stadio, applausi, abbracci. C’è anche chi piange per questa vittoria. Paolini sorride, abbraccia tutti, gli occhi gli brillano. «Sono felice, ringrazio i cittadini per la fiducia data», riesce a dire tra strette di mano e pacche sulle spalle. E ci sono tutti, anche il presidente della Regione Marco Marsilio, il responsabile regionale della Lega e deputato Luigi D’Eramo con l’assessore Nicola Campitelli a fare festa.
I NUMERI Una gioia per tutto il centrodestra che ha sudato a freddo. Dalla possibile disfatta della coalizione con tavoli che saltavano, tira e molla, rimbrotti tra Lega, Fdi in particolare, al passo indietro di Paolo Bomba (Fdi) verso Paolini sostenuto da 4 liste civiche, si è arrivati all’accordo il 14 agosto. Lega, FdI, Fi-con Udc e Partite iva e le liste civiche Alleanza con Paolini, Libertà in Azione, Lanciano che verrà e Nuova Lanciano fanno quadrato attorno a Paolini: il centrodestra torna unito dopo oltre 10 anni. E sfiora la vittoria al primo turno, arriva al ballottaggio da favorito e vince. Nonostante il calo ulteriore dell’affluenza – vota il 55,94% degli aventi diritto (18.440 elettori) – Paolini conquista 9.252 voti (51,22%), Marongiu 8.810 preferenze (48.78%). Lo scarto è di 442 voti. Rispetto al primo turno poi Paolini perde 729 preferenze, mentre Marongiu ne guadagna 351. A vincere davvero, ancora una volta, è l’astensionismo che sale rispetto a due settimane fa di altri duemila elettori: in 14.521 non si sono recati alle urne.
PAOLINI «Ho avuto un colloquio telefonico con Leo Marongiu è stato gentilissimo e lo ringrazio. Dire che sono contento è poco», ammette il neo sindaco, «ma lo sono per tutti noi. Ci abbiamo creduto tutti assieme nella grande voglia di cambiamento e ora possiamo metterlo in pratica. Non era facile vincere al primo turno e ci siamo andati vicinissimi. Non era facile al secondo turno perché la forza di governo era loro e scansare una amministrazione uscente non è facile. Non sono stato mai sicuro di vincere, abbiamo lavorato fino alla fine. C’è grande soddisfazione. Ora dobbiamo organizzarci perché questa città si aspetta da noi grandi cose: dobbiamo dimostrare che quello che abbiamo promesso lo facciamo. Comincerei a lavorare anche subito», dice convito il sindaco. C’è la giunta da formare: «Siamo una grande squadra», taglia corto, «conosco gli uomini e le donne che la formano e ho già fatto queste scelte, non ci saranno problemi». E poi giù lungo il Corso, verso la piazza e palazzo di città tra canti e applausi.
MARSILIO E a festeggiare la vittoria di Paolini e del centrodestra arriva anche il presidente della Regione Marsilio. «Ringrazio Paolini per questa grande vittoria», dice il presidente accolto nella casa di Conversazione, «ci abbiamo creduto fortemente. Abbiamo costruito una coalizione forte con realtà a noi vicine che volevano il cambiamento. Ora sta a te, Filippo, far sì che il cambiamento porti i frutti a Lanciano, a cui saremo vicini sapendo di avere di fronte persone che collaborano con l’amministrazione regionale senza pregiudizi», una stoccata verso il sindaco uscente Mario Pupillo. «Quella di Lanciano è una vittoria importante», riprende Marsilio, «perché è una città centrale, importante economicamente per il territorio, ha una storia e una tradizione antica. Siamo orgogliosi di essere riusciti a superare qualche personalismo e a ricucire qualche errore e aver ridato voce al popolo che dice centrodestra».
LE REAZIONI Ancora strette di mano e l’ingresso nella sala consiliare. «Entrarci ora ha un sapore diverso», commenta Tonia Paolucci (Lia), la candidata consigliera più votata di questa tornata elettorale. «Sono contentissima ed entusiasta di cominciare a lavorare. 801 persone mi hanno dato fiducia e la devo meritare sul campo. C’ è tanta voglia di fare bene per questa città che merita il cambiamento». Sorride anche Paolo Bomba (FdI): «È una soddisfazione doppia questa vittoria di Paolini perché ha premiato la nostra intuizione di unire il centrodestra oltre le ambizioni personali», riflette, «abbiamo fatto un passo verso la città». Abbracci anche in casa Lega, primo partito cittadino: «Filippo ci avrà vicino per far sì che Lanciano possa rialzare la testa e dimenticare i 10 anni bui del centrosinistra», chiude Campitelli, «bisogna lavorare. Sono felice che in un momento importante come questo di distribuzione dei fondi europei, ci sarà un dialogo tra l’amministrazione di Lanciano e la Regione».
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