La città abbraccia due figli illustri

30 Dicembre 2014

Cerimonia per il “Premio 28 dicembre” e riconoscimenti ai migliori diplomati

ORTONA. Con il “Premio 28 dicembre”, tenutosi domenica al teatro Tosti, la città ha riabbracciato calorosamente e con tanta stima due sui figli illustri: il magistrato Fabio Napoleone e l'economista Ruggero Civitarese che si sono distinti, ciascuno nel proprio ambito lavorativo, fuori dai confini comunali. È stato un momento emozionante per i due premiati che hanno ricordato dal palco del teatro Tosti la propria gioventù ad Ortona: qualche aneddoto, tanti insegnamenti soprattutto familiari, dimostrando soprattutto ai più giovani che anche partendo dalla provincia, con tanti sacrifici, passione per ciò che piace, studio, lavoro, dedizione, è possibile arrivare lontani. A premiare Napoleone, procuratore della Repubblica di Sondrio e componente del Consiglio superiore della magistratura, l’avvocato Remo Di Martino che aveva suggerito il suo nome all’amministrazione civica, mentre il professore Civitarese, economista con quasi 30 anni di esperienza, il sindaco Vincenzo D’Ottavio. A complimentarsi con i due “Premi 28 dicembre” anche il presidente del consiglio comunale, Ilario Cocciola, e l’assessore Nadia Di Sipio.

Se si plaude a chi ha già ottenuto riconoscimenti importanti nella vita, si fa lo stesso con i più giovani, i diplomati dello scorso anno scolastico con il massimo dei voti. Sono una speranza per la nostra città e l’augurio a tutti è quello di diventare i “Premi 28 dicembre” del futuro. Il premio, giunto alla sua ventesima edizione, nasce dall’intuizione dell’amministrazione guidata dal sindaco dell’epoca, Gianfrancesco Puletti. «Ho radici profonde in questa terra», ha detto Napoleone, «non ho mai vissuto a Ortona ma i miei genitori, i nonni sono di qui. Ho tanti ricordi della città durante le vacanze estive». «Durante le scuole medie», ha ricordato Civitarese, originario di contrada Rogatti, «un professore mi consigliò di frequentare lo Scientifico e così ho fatto, per la mia grande passione per i numeri. Poi l’università a Pavia, all’epoca mi sembrava lontanissima, ma tante soddisfazioni. Sono contento di aver ristretto i legami con la mia città alla quale darò il mio contributo». (l.s.)

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