La città cade a pezzi Cede muro di 10 metri

A rischio il ponte di via Forlanini: si apre una voragine sull’asfalto Frane e smottamenti bloccano decine di strade, divelti anche i sampietrini
CHIETI. Cinquanta minuti di pioggia incessante, caduta con una violenza impressionate. Dalla mezzanotte e mezza di giovedì lampi e tuoni hanno imperversato sulla città, già messa a durissima prova dal nubifragio del 14 agosto. Fiumi di acqua e fango sono tornati a invadere lo Scalo, ma l’acqua ha provocato seri danni anche in collina.
IL PONTE A RISCHIO. L’emergenza più grave è in via Forlanini, al Buon Consiglio: il ponte di fosso dell’Inferno ha ceduto sul versante che dà verso valle. Sulla carreggiata si è aperta un’enorme voragine, lunga e stretta, mentre nello spazio sottostante la violenza dell’acqua ha fatto crollare un pezzo di muro di quasi 10 metri che si è riversato su strada Fosso dell’Inferno, bloccandola. Solo la fortuna ha voluto che mentre l’asfalto cedeva, sul ponte non stesse passando nessuno. Via Forlanini è stata messa in sicurezza dagli uomini dell’Anas, che hanno puntellato il ponte e hanno sistemato i semafori per permettere il doppio senso di circolazione sull’unica carreggiata rimasta integra. Il ponte sarà monitorato 24 ore su 24. Ma, dopo Genova, nessuno più si sente al sicuro. «C’è tanta superficialità», dice Marco Sabelli, membro di una delle tre famiglie residenti in strada Fosso dell’Inferno, «almeno il traffico pesante potrebbe essere deviato». Da decenni Sabelli denuncia la situazione della zona al confine tra Chieti e Bucchianico: «Non siamo mai stati ascoltati. Troppe volte questa zona si allaga e non è più possibile uscire di casa. C’è anche il problema del successivo ponte sull’Alento, che ora è completamente sommerso d’acqua. Devo però ringraziare i due vigili urbani di Bucchianico che, quando la zona diventa impraticabile, vale a dire ogni due giorni di pioggia consecutiva, vengono a prendere i miei figli per portarli a scuola. Io perdo giornate di lavoro continuamente. Come è successo in questo caso. Abitiamo a 2 chilometri e mezzo da via Forlanini e mi chiedo cosa succederebbe se avessimo bisogno di un’ambulanza».
EMERGENZA IN VIA TIRINO. A preoccupare gli amministratori comunali sin dalle prime luci del giorno è stata invece la situazione di via Tirino, a Santa Filomena: a causa di uno smottamento, ha ceduto un tubo dell’acqua vicino allo svincolo che porta al centro commerciale Megalò, riversando una grossa quantità di terra in strada. L’intera area è rimasta bloccata sino alle 13, quando la ruspa del Comune ha terminato i lavori per ripristinare la viabilità e l’Aca ha provveduto ha risistemare la condotta. Il Comune ha allertato anche Rete ferroviaria italiana, perché lo smottamento in atto avrebbe potuto creare problemi anche alla linea ferroviaria. A seguito di sopralluoghi e verifiche, però, l’emergenza è rientrata.
CHIUSA VIA CARUSI. Nulla si è potuto fare, invece, per via Carusi, una traversa di via Quarantotti, sul colle. La strada è a rischio crollo: sotto la carreggiata in molti tratti c’è il vuoto. Il Comune l’ha chiusa, non permettendo il passaggio neanche ai residenti. Tra le altre emergenze anche diversi altri smottamenti che si sono registrati in via San Camillo de Lellis a Filippone e nelle traverse limitrofe, in via Santarelli, dove si sono aperte molte voragini, e nei sottopassi di via Mattei, via Malvin Gelber e a Brecciarola, dove nella notte sono rimaste intrappolate quattro auto, liberate grazie all’aiuto dei vigili del fuoco e delle associazioni di protezione civile. Invase dal fango, infine, anche le appena ripulite terme romane.

