La città perde residenti «Declino inarrestabile»

Dato passivo anche per il 2016: -193 unità, è l’undicesimo segno meno di fila In tutto si contano 35.251 abitanti. In aumento le nascite (+25) e i morti (+10)
LANCIANO. Un lento, progressivo, inesorabile declino. La città perde ancora abitanti: 35.251 persone al 31 dicembre 2016. Altre 193 unità in meno rispetto al 2015 (35.444 residenti) che era già l’indice più basso degli ultimi 10 anni. L’apice positivo si era toccato nel 2008, con 36.570 abitanti. Poi una lunga discesa. Oggi ci sono 35.251 persone (16.987 maschi - 18.264 femmine) ma, rispetto allo scorso anno, si sono registrate più nascite: 280 contro le 255 del 2015. Ci sono però anche più morti 400 contro i 390. Il saldo è negativo anche perché ci sono altre 73 persone che hanno lasciato il Comune.
L’emigrazione come causa del declino demografico? Anche. Come rilevato dalla Caritas diocesana nei giorni scorsi, in estate molti giovani hanno deciso di lasciare Lanciano e l’Abruzzo per cercare lavoro in Germania, Spagna, Inghilterra. Ma l’emigrazione che qui fa numero è quella più vicina, in centri come Castel Frentano, Fossacesia, Treglio dove il prezzo delle case, in primis, è minore di Lanciano che nel Prg faceva proiezioni di 38.000 abitanti nel 2020. «Il calo demografico è un dato in linea con il trend negativo dell’ultimo decennio», commenta il sindaco Mario Pupillo, «occorre una valutazione a più ampio raggio sui comuni del comprensorio per verificare se ad incidere su questo leggero decremento pari allo 0,65%, come credo, sia ancora il costo delle abitazioni. Un fattore che ha facilitato in passato il trasferimento verso i comuni vicini. Su questo abbiamo iniziato a lavorare ormai da tempo: a marzo partiranno i lavori per la costruzione di due palazzine nel quartiere Santa Rita destinati ad abitazioni a canone sostenibile e agevolato, nell’ambito di un progetto di più ampia riqualificazione dell’intero quartiere. Il dato positivo dell’aumento delle famiglie e, soprattutto, delle nascite ci rincuora e ci fa ben sperare per il futuro». «Da noi unprimo flusso di arrivi c’è stato per via delle case antisimiche», conferma Nicola D’Angelo, sindaco di Castel Frentano, «e a prezzi inferiori di Lanciano. Sono sorti due quartieri all’Assunta e a San Rocco. Poi abbiamo migliorato i servizi, in particolare l’offerta formativa: abbiamo più iscritti nell’istituto comprensivo con alunni anche di contrade lancianesi come Nasuti e Madonna del Carmine. Anche a livello sportivo l’offerta cresce, con palestra e campo in erba».
«In città calano i servizi e soffre il commercio», dice Franco Ferrante, presidente di Lancianofiera, «che deve rinnovarsi, puntare sulla specializzazione anche se la grande distribuzione e la crisi hanno il loro peso. La città sta perdendo le sue peculiarità, diventa uguale ai paesi vicini. Occorre rivitalizzare il centro storico, dare ampio spazio al turismo non solo religioso ma storico enogastronomico, investire su attività artigianali». «C’è una contrazione dei consumi», spiega Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio «la gente non si avvicina alle vetrine, è diretta verso centri commerciali e sul commercio on line. A Natale i regali sono stati fatti on line». Nota positiva è l’aumento delle le famiglie (da 14.154 a 14.176: +22, una costante negli ultimi anni, e delle convivenze (da 16 a 19). «È una notizia buonissima», chiude l’arcivescovo Emidio Cipollone, «segno che avere una famiglia è la vocazione di ogni persona. Anche avere figli secondo le statistiche è un desiderio che va oltre il figlio a coppia, ma tra desiderio e realtà c’è una economia difficile, poca fiducia nello sviluppo di alternative valide».
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