La città ricorda Benito Lanci, storico preside del De Titta

17 Marzo 2019

LANCIANO. Una giornata di incontri e testimonianze per ricordare il professor Benito Lanci, storico preside dell’istituto magistrale “Cesare de Titta”, a 20 anni dalla sua scomparsa. Educatore,...

LANCIANO. Una giornata di incontri e testimonianze per ricordare il professor Benito Lanci, storico preside dell’istituto magistrale “Cesare de Titta”, a 20 anni dalla sua scomparsa. Educatore, classicista, linguista, Lanci è stato un autentico protagonista della vita scolastica, socio-educativa e culturale della città di Lanciano tra il 1970 e l’11 gennaio 1999, giorno della sua scomparsa. Nel giorno della sua nascita, che ricorre il 23 marzo, l’assessorato alla Cultura promuoverà una serie di incontri che inizieranno alle ore 10 nell’aula magna dell’istituto De Titta, che Benito Lanci accompagnò in una straordinaria crescita di offerta formativa e di alunni. Nel pomeriggio, alle ore 17, appuntamento nella ex Casa di conversazione con la proiezione di un docufilm e interventi di amici, familiari, docenti ed ex alunni. A seguire la cerimonia di intitolazione del salone d’onore alla sua memoria, con lo scoprimento della targa in suo onore.
«L’intenzione di intitolare un luogo simbolo della cultura lancianese come il salone d’onore della Casa di conversazione, che da tre anni a questa parte ci piace definire la “casa della parola e della cultura” di Lanciano», spiega l’assessore alla cultura Marusca Miscia, «nasce dalla precisa volontà di questa amministrazione di onorare la memoria e lo straordinario contributo culturale, educativo, didattico che il professor Lanci ha assicurato a numerose generazioni di studenti, sia in qualità di docente che di preside. La Casa di conversazione è un luogo che abbiamo inteso restituire alla comunità frentana e che vive tutto l’anno di iniziative culturali aperte alla città. Abbiamo scelto di ricordare il preside Lanci nel giorno della sua nascita, avvenuta il 23 marzo 1935, proprio a sottolineare l’accostamento con la primavera quale simbolo di rinascita culturale ogni qual volta ci si apre al confronto, al dialogo, all’accoglienza». (s.so.)
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