La città ricorda le bombe: «La memoria di 78 anni fa ci deve guidare alla pace»

LANCIANO. «Fare memoria significa pace per tutti, pace ovunque». Si alza da Lanciano un appello forte per la pace, nel giorno in cui la città frentana ricorda il bombardamento di piazza Plebiscito....
LANCIANO. «Fare memoria significa pace per tutti, pace ovunque». Si alza da Lanciano un appello forte per la pace, nel giorno in cui la città frentana ricorda il bombardamento di piazza Plebiscito. Una ricorrenza che cade mentre la guerra in Ucraina continua a mietere morti, soprattutto tra i civili. Il 20 aprile 1944, alle 11.24, gli aerei tedeschi piombarono in picchiata e bombardarono il centro di Lanciano, causando la morte di 35 civili e oltre 450 soldati appartenenti alle forze dell’VIII Armata, costituita da inglesi, canadesi, indiani, neozelandesi, australiani, sudafricani.
«Era una bella giornata di inizio primavera», ricorda lo storico Mario Salvitti, «in piazza Plebiscito c’era un grande andirivieni di gente, c’erano autoveicoli militari in sosta e i lancianesi che curiosavano intorno. Le cronache locali riferiscono di una rappresentazione al cinema-teatro Fenaroli, addirittura si aspettava l’arrivo del generale Montgomery. Improvvisamente da dietro la cattedrale apparve, come un rapace silenzioso, uno stukas, un aereo tedesco munito di una sola bomba. Questa precipitò giusto al centro della piazza, provocando una enorme voragine, di circa 30 metri di diametro, secondo i testimoni. In piazza sostavano anche delle autocisterne che presero fuoco. Fu una vera e propria carneficina».
Ai piedi della Torre civica viene deposta una corona di alloro alla lapide che ricorda le vittime del bombardamento di 78 anni fa. In piazza ci sono le forze ordine, le associazioni d’arma e combattentistiche, le associazioni di volontariato, il gruppo storico “20 aprile 1944”, studenti e docenti del Canadian college. A rendere omaggio ai caduti sono venuti anche gli amministratori del comprensorio: i sindaci Remo D’Alessandro (Poggiofiorito), Fabio Caravaggio (Rocca San Giovanni), Nicola Labbrozzi (Frisa), Gianni Bellisario (Perano) e l’assessore Maura Sgrignuoli (Fossacesia). «Lanciano ebbe la medaglia d’oro al valor militare per tutto quello che successe dal 5 ottobre ’43 al giugno ’44», ricorda il sindaco Filippo Paolini, «ogni volta in queste cerimonie torniamo a ricordare il passato, a dire “non dovrà succedere più”, ma sembra che l’uomo dimentichi facilmente questa lezione».
«La guerra è sempre una inutile strage», ammonisce l’arcivescovo della diocesi di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, «sarebbe bello se di un bombardamento si possa fare solo ricordo oggi, se di queste stragi potessimo mantenere viva soltanto la memoria. La libertà possiamo averla nella pace, nella concordia, nel camminare insieme, nel tenderci le mani l’un l’altro. Facciamo tesoro della memoria, di ciò che i nostri popoli hanno vissuto e impariamo da loro per poter avere una prospettiva futura di pace come individui e come popolo».

