La città torna in piazza per celebrare la libertà Forgione: si parli di pace

26 Aprile 2022

La cerimonia alla Villa con il pensiero rivolto al conflitto in Ucraina Il sindaco: «La memoria deve nutrire le radici della nostra società»

CHIETI. La gioia per essere tornati insieme a festeggiare dopo gli anni del Covid, da un lato; il dramma della guerra, dall’altro. È un 25 aprile a due facce quello celebrato ieri in città dove si è conclusa la tre-giorni di festa che mai prima il Comune aveva organizzato per la Liberazione. Impossibile non pensare alla guerra in Ucraina, ma proprio per non cadere nella retorica il prefetto Armando Forgione ha deciso di non tenere un discorso al termine della cerimonia alla villa comunale. «Il 25 aprile significa che ci hanno consegnato un mondo di pace», ha detto, «significa ricordarsi che c’è stata una guerra, che abbiamo lavorato per la pace. Purtroppo chi è deputato a decidere in questo momento non sta pensando alla pace per risolvere il conflitto».
La cerimonia istituzionale, organizzata dalla prefettura, si è svolta come da tradizione con la deposizione delle corone al monumento alla Resistenza in largo Cavallerizza, alla lapide in memoria dei partigiani teatini, in Largo Martiri della Libertà, alla lapide in memoria delle vittime teatine in via Discesa delle Carceri e, infine, al monumento ai caduti della villa comunale. Le manifestazioni organizzate dal Comune sono invece continuate per l’intera giornata, tappa principale della tre-giorni organizzata per il 25 aprile. Per la prima volta il Comune ha deciso di dedicare all’appuntamento ben tre giorni di iniziative, con sindaco, giunta e presidente del consiglio comunale pronti a pagare di tasca propria per evitare esborsi alla casse dell’ente in difficoltà.
Tra i momenti più significativi c'è stata la targa celebrativa consegnata allo storico Filippo Paziente, ex presidente Anpi Chieti. Lui non lo sapeva né tanto meno se lo aspettava. Al microfono è riuscito a dire solo due parole, «sono onorato e commosso». Ci ha pensato il suo successore al vertice Anpi, Gianluca Antonucci, a ringraziare il Comune per la tre giorni organizzata insieme a tante associazioni cittadine: «Come Anpi siamo stati felici di partecipare insieme a tante associazioni. Ed è importante ribadire che c’è libertà di associazione grazie alla nostra Costituzione». In piazza Martiri della Libertà il sindaco Diego Ferrara si è fermato a parlare ai presenti: «Credo che fra le tante parole che appartengono alla Resistenza e alla sua storia oggi la più importante sia memoria», ha detto, «la memoria ci appartiene, è nutrimento per le nostre radici. È l’unica cosa che ci rimane per evitare che tragedie simili si ripetano. Purtroppo si sta ripetendo in Ucraina».
In piazza Martiri, l’associazione Da Grande voglio crescere ha poi ricostruito la storia dei tanti partigiani teatini morti. Le manifestazioni sono continuate nel pomeriggio al museo Barbella, con il reading “La Camera in Attesa” a cura di Labirinti Teatro, e poi al teatro Marrucino con il reading del libro “Solitudine” di Beppe Fenoglio a cura di Iamè e Left e, a seguire con una degustazione di prodotti tipici a cura di Slow Food.
Sia in mattinata che nel pomeriggio, inoltre, in piazza Umberto c’è stata la visita guidata agli ipogei a cura dello Speleo Club.
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