La città è in festa per il Dono: migliaia in piazza

9 Settembre 2019

I carri sfilano sul Corso, in cattedrale la messa con il vescovo Si apre una settimana di grandi eventi: venerdì la Nottata

LANCIANO. «Abbiamo impiegato più di 10 giorni per allestire i nostri carri. Eravamo intere famiglie, più di venti persone ogni sera. Siamo felici del risultato e di aver potuto portare tanti doni alla Madonna». Sono i contradaioli di Villa Andreoli-SantissimaTrinità a mostrare orgogliosi i loro 5 carri con scene di vita contadina tra vendemmia, preparazione delle conserve di pomodoro e carrettini con i doni per la Madonna del Ponte. Come loro, tantissimi altri contradaioli di Lanciano hanno allestito carri, bici, carretti (una sessantina in tutto) pieni di prelibatezze: ceste di frutta, di verdura, casse di vino, bottiglie di pomodoro, pasta e dolci, prodotti della terra conquistati con impegno, fatica e sudore e lasciati poi davanti la cattedrale, dove ha celebrato la messa monsignor Emidio Cipollone.
Grandi e piccini non hanno voluto perdersi il Dono, che si celebra in occasione della natività della Vergine e della fine dei raccolti, aprendo una settimana di feste che prevede anche la Nottata (venerdì). Intanto, complice la giornata di domenica e il bel tempo, l’evento di ieri ha richiamato migliaia di persone come non si vedeva da tempo. I bimbi, in prima linea, pronti ad accaparrarsi le caramelle, ma anche pane e olio e pizzette. Ai più grandi sono arrivati bicchieri di vino e panini con la porchetta. I contradaioli indossavano abiti tradizionali: le donne con le gonne nere o rosse, le camicie bianche e gli scialli; gli uomini coi cappelli di paglia e le camicie a scacchi. E poi tanti canti, balli, inni sacri alla Madonna, con fisarmoniche, tamburelli e donne abili a danzare anche con le conche in testa, piene di fiori. Non sono mancati gli animali: una mucca, galline e conigli hanno catturato l’attenzione dei più piccoli. Poi, la rappresentazione di un matrimonio e i mestieri di una volta come il fabbro e il taglialegna.
A partire dalle sette di sera quelle ceste, assieme ad altri prodotti sono stati venduti in piazza all’asta a prezzi simbolici. Il ricavato è stato donato alla Madonna.