La curia riavvia l’iter per 2 nuove parrocchie

Una nasce dalla scissione delle chiese di Villa Stanazzo e Iconicella, l’altra è da edificare in zona Gaeta
LANCIANO. Delle due nuove parrocchie che dovrebbero sorgere in città se ne parla da tempo, e ora, dopo gli oltre due anni in cui il Covid ha bloccato progetti, lavori e idee, l’iter può ripartire. E a parlare di ripartenza dei progetti è l’arcivescovo Emidio Cipollone che nei giorni scorsi ha anche celebrato la prima messa nella nuova cappella del cimitero che, però, non sarà una nuova parrocchia visto che fa parte di quella di Sant’Antonio.
«Sono due i progetti che abbiamo e non abbiamo abbandonato», spiega Cipollone, «quello della 43ª parrocchia che nasce dalla scissione tra le chiese di Villa Stanazzo e dell’Iconicella e la 44ª da fare da zero che sarebbe dedicata a San Carlo. Della scissione se ne parla da anni e la richiesta è ferma in prefettura. Si sarà “arenata” in qualche ufficio a causa del Covid e contiamo di riprenderla al più presto». Diversa la situazione per la chiesa di San Carlo: se ne parla ormai dal 2006 e a lanciare l’idea fu l’arcivescovo emerito Carlo Ghidelli che pensò all’edificazione del nuovo edificio di culto in località Gaeta per motivi soprattutto logistici. L’area abbraccia una zona di espansione edilizia, come via Tinari, che non ha un’unica parrocchia di riferimento e raccoglie una parte di fedeli oggi divisi tra Sant’Antonio, la cattedrale, San Pietro e Marcianese. Nel 2008 Ghidelli fece anche formale richiesta all’allora sindaco Filippo Paolini ma l’iter si fermò a causa del Prg. Nel 2016 il progetto riprese vigore dopo che l’amministrazione Pupillo approvò la variante al Prg e il piano dei servizi che prevede una nuova area di culto in città, ma l’area di fronte ai campi da tennis dove la chiesa dovrebbe sorgere è di un privato. «L’iter è molto complesso in questo caso», precisa Cipollone, «e dobbiamo anche verificare che ci siano effettivamente le condizioni per la nuova parrocchia perché l’area non ha poi avuto un’espansione tale da richiedere una nuova chiesa, ma non poniamo limiti e vedremo il da farsi».
Il progetto è più complesso anche perché c’è un privato che è proprietario del terreno (che è aperto al dialogo con curia e Comune) che la curia dovrebbe possedere perché la Cei (Conferenza episcopale) possa finanziare l’opera. Insomma molto più concreta è la nascita della 43ª parrocchia a Iconicella, prefettura permettendo.
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