La d’Annunzio diffida l’università telematica

Fidejussione con una banca bulgara per finanziare l’assunzione di 23 ricercatori Il rettore Caputi non vuole rischiare che l’onere economico ricada sull’ateneo
CHIETI. Una fidejussione stipulata con una banca bulgara allarma l’università d’Annunzio. È la fidejussione che dovrebbe garantire le risorse economiche per l’assunzione di 23 ricercatori dell’università telematica Leonardo da Vinci, ma la d’Annunzio non si fida e diffida l’ateneo telematico a far sì che l’onere economico del bando non ricada su di sé.
La d’Annunzio, infatti, mantiene una quota in consiglio d’amministrazione della da Vinci, anche se in quota maggioritaria da oltre un anno c’è la slovacca Sevs (Stredo Euròpska Vysoka Skola, università controllata dalla maltese Eduworld Holding). Ciò significa che, se la fidejussione non è assolutamente sicura, sarà la d’Annunzio a dover pagare i ricercatori della da Vinci.
Il nuovo rettore dell’ateneo teatino-pescarese Sergio Caputi, alle prese già con una marea di problemi economici, non ha voluto rischiare e ha diffidato l’ateneo telematico. La diffida è arrivata prima di tutto alla Fondazione università d’Annunzio che è l’organo attraverso il quale l’ateneo ha creato la gemella telematica.
Il bando è stato pubblicato a marzo scorso. Serve per assumere 23 ricercatori a tempo determinato. Le materie di interesse sono Psicologia generale, Psicobiologia e Psicometria, Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Psicologia clinica e dinamica, Pedagogia, Storia della pedagogia, Psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione, Storia contemporanea, Economia politica, Politica economica, Economia aziendale, Organizzazione aziendale, Economia e gestione delle imprese, Statistica economica, Didattica, pedagogia speciale e ricerca educativa, Pedagogia sperimentale, Diritto del lavoro e, infine, Diritto amministrativo. Il contratto ha durata triennale ed è rinnovabile per massimo due anni.
L’università telematica è gestita da un rettore, il professor Luciano Vandelli, che era al vertice del cda della Fondazione d’Annunzio, sin quando l’ex rettore della “da Vinci”, Elio Cardinale, non ha lasciato l’incarico a settembre scorso. Fausto Gennuso è il direttore generale.
Sull’ingresso della Sevs nel consiglio d’amministrazione pesano due ricorsi avanzati dalle università telematiche Pegaso e Montessori. E finché la giustizia amministrativa non scioglie questi nodi, difficilmente si riuscirà ad andare avanti normalmente. (a.i.)
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