La Dialifluids fa gola a tre aziende

Ma il proprietario rifiuta di continuare la produzione per un altro anno. Comune e Regione al lavoro
CANOSA SANNITA. Sono tre aziende consorziate tra loro ed appaiono ad oggi come le uniche ancore di salvezza a cui i lavoratori della Dialifluids possono continuare ad aggrapparsi. Seppure la chiusura dello stabilimento di Canosa Sannita sia imminente, la Regione ed i sindacati non mollano e proseguono nel lavoro ad una trattativa molto complicata, in cui le richieste dei possibili attuali acquirenti non collimano con le volontà dell'azienda proprietaria del sito canosino.
Le linee di produzione si stanno spegnendo così come le speranze delle maestranze, ridotte praticamente a zero. La Plumat, una prima linea, è già stata chiusa nelle scorse settimane, con conseguente reazione sarcastica dei lavoratori, che hanno affisso un manifestino funebre in paese per comunicare l'amara notizia.
Le istituzioni, tuttavia, non si arrendono e vogliono giocarsi tutte le carte possibili per salvare l'azienda di 120 lavoratori che produce liquidi per dialisi preconfezionati in sacche. Proseguono serrati, infatti, gli incontri e le trattative tra i vertici della Dialifluids ed i rappresentanti della Regione e del Comune di Canosa Sannita, ovvero il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e il sindaco Lorenzo Di Sario.
Cosa sta accadendo? Tre aziende consorziate si sono mostrate disponibili a trattare un'eventuale acquisizione del sito canosino, con la prospettiva di iniziare la produzione di un nuovo prodotto rispetto a quello che ad oggi viene realizzato. C'è però un grosso nodo da sciogliere che, al momento, non permette di raggiungere l'accordo. Infatti i tre possibili acquirenti hanno chiesto alla Dialifluids di mantenere viva almeno per un altro anno la produzione, il tempo necessario cioè affinché queste tre aziende ottengano tutti i permessi necessari dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, e dal Ministero della Salute. E su questo punto la Dialifluids pare sia intransigente, ritenendo pressoché impossibile continuare a realizzare nello stabilimento canosino un prodotto che non rientra più nel proprio piano di mercato.
Su questo fronte, attualmente, rimane dunque improbabile un'apertura da parte del gruppo appartenente alla cordata tedesca Fresenius Medical Care, ma le trattative proseguono.
Negli ultimi giorni si è tenuto prima un vertice in Regione alla presenza anche dei sindacati, poi un incontro ministeriale a cui hanno partecipato Lolli, il primo cittadino di Canosa Sannita Di Sario ed i rappresentanti della Dialifluids. Ciò che è stato discusso verrà riferito alle sigle sindacali oggi, in un nuovo appuntamento negli uffici della Regione.
Ma la svolta appare ancora lontana, come d'altronde confermato da Di Sario: «Riferiremo oggi alle forze lavoratrici ciò che è stato detto al ministero» ha detto il sindaco «anche se la situazione non è ancora rosea. La Dialifluids fa difficoltà a vendere. Noi abbiamo fatto una proposta che l'azienda adesso sta valutando, staremo a vedere».
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