La diga è semivuota

Chiauci senza autorizzazione: timori per industrie e turismo
VASTO. Il Vastese rischia di restare a secco. Il turismo, l’industria e l’agricoltura rischiano danni incalcolabili. Grande la preoccupazione dei sindaci. L’ispezione del registro dighe di Napoli alla diga di Chiauci avrebbe dato esito parzialmente negativo. L’invaso pare possa essere riempito solo a metà raccogliendo una quantità di acqua assolutamente insufficiente. Il condizionale è d’obbligo dal momento che la Regione tace. Un silenzio che non promette nulla di buono e che ha costretto i sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca ad intervenire. «Considerata l’importanza che ha l’invaso per l’agricoltura, il turismo e l’industria è assolutamente necessaria la chiarezza», dice il sindaco di Vasto, Menna «Chiediamo notizie certe sul futuro della diga», afferma Menna. «Guai se la diga non avesse la stessa quantità di acqua dello scorso anno. A rischio il lavoro della Pilkington e nel settore turistico, senza parlare dei danni che potrebbe avere l’agricoltura», rimarca il primo cittadino di San Salvo, Magnacca.
Il registro dighe di Napoli lo scorso inverno, dopo la revoca dell’incarico alla sicurezza dell’invaso all’ingegnere Gilda Buda, era stato chiaro: senza una persona addetta al controllo e alla sicurezza non poteva essere concessa l’autorizzazione al riempimento dell’invaso. Pare che ci sia stata una nuova nomina, ma cosa è stato fatto per la diga?
«Per la Pilkington, e anche per le altre industrie del Vastese sarebbe un danno incalcolabile non avere acqua a sufficienza. Senza acqua l’azienda non può lavorare», dice la Magnacca. Voci insistenti parlano dell’accorpamento del consorzio vastese a quello di Chieti. Non è questo che preoccupa il Vastese ma il futuro della diga di Chiauci. È indispensabile per l’economia del Vastese. Molti imprenditori e operatori turistici avrebbero intenzione di inviare una lettera al governo, ai parlamentari abruzzesi e al presidente della Regione Luciano D’Alfonso per chiedere un intervento finalizzato a rimuovere le condizioni che hanno portato alle attuali condizioni della diga.
Il dramma della carenza idrica che si ripresenta ogni anno insieme alla cosiddetta “guerra dell’acqua” investendo l’intero territorio, può trovare soluzione definitiva solo attraverso il completamento di questa indispensabile infrastruttura. Ma da qualche mese è tutto fermo. «La Regione ha forse deciso di uccidere il Vastese? Che sta succedendo?», chiedono gli agricoltori furiosi. Altre forme risolutive che di volta in volta si delineano con un grande sforzo di concertazione tra i vari enti interessati, rappresentano soluzioni marginali e non definitive.
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