La Diodato: «Non è dei nostri il pugile coinvolto»
Tra i clienti della banda che spacciava cocaina in città c’era anche un noto allenatore di pugilato. Polizia e finanza hanno documentato nove occasioni in cui l’insegnante di boxe (non indagato) ha...
Tra i clienti della banda che spacciava cocaina in città c’era anche un noto allenatore di pugilato. Polizia e finanza hanno documentato nove occasioni in cui l’insegnante di boxe (non indagato) ha acquistato droga dal pusher Michele Montuori. Dalla Pugilistica Diodato, storica società cittadina, precisano: «La notizia ha generato un pressante rincorrersi di voci sfociato in telefonate rivolte al nostro staff. È chiaro che, essendo un’indagine condotta principalmente sul territorio teatino, in molti hanno supposto che l’ambiente della Pugilistica Diodato ne fosse coinvolto e ancora di più il suo fondatore. A scanso di equivoci, sottolineiamo che la nostra associazione sportiva non è minimamente toccata dall’indagine “Tallone d’Achille”. Abbiamo sentito il dovere e la necessità di puntualizzare la questione per tutelare l’immagine di un club storico, la professionalità del suo staff, la devozione e fiducia dei suoi iscritti e, soprattutto, per rasserenare chi non ha mai frequentato il mondo della Pugilistica». (g.let.)

