La facoltà di Scienze mediche prima in Italia

21 Agosto 2018

Il dipartimento fondato da Caputi in vetta nella classifica dello Shanghai Ranking: «Un orgoglio»

CHIETI. Il dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche dell’università d’Annunzio è la migliore facoltà di odontoiatria e scienze orali in Italia. È quanto sancisce l’autorevole Shanghai Ranking, l’accademia che censisce la qualità di tutte le università del mondo, che mette il dipartimento dannunziano primo in Italia, al 91° posto nel mondo. A seguire, in ordine di classifica, troviamo le facoltà gemelle delle università di Trieste, La Sapienza di Roma, Bologna, Milano e Federico II di Napoli. La notizia è stata accolta con grande soddisfazione all’università d’Annunzio dal direttore di dipartimento, Camillo D’Arcangelo, e dal rettore Sergio Caputi che per 16 anni ha diretto il dipartimento, fino a quando, l’anno scorso, eletto rettore, ne ha dovuto lasciare la direzione. «Si tratta di un importantissimo risultato», ha commentato a caldo il rettore, «al quale hanno contribuito tutti i docenti e i loro collaboratori».
Caputi è arrivato nel 2001 alla guida del dipartimento. Allora aveva 20 docenti. Quando lo ha lasciato per l’elezione a rettore, di docenti ne contava oltre 100. Adesso la ex Odontoiatria (che nel frattempo ha cambiato il nome in Scienze mediche, orali e biotecnologiche) è una delle colonne dell’ateneo d’Annunzio e ne rappresenta anche il dipartimento più grande. E soprattutto è il dipartimento che porta nelle casse universitarie l’80% delle entrate esterne (vale a dire non governative) dell’intera università. Tutto questo è stato possibile, dice il rettore, «grazie a un modello organizzativo diverso messo in campo. Siamo riusciti a decuplicare l’attrazione di fondi esterni attraverso l’attività clinica a pagamento, i corsi post laurea, anch’essi a pagamento, e la ricerca sia con aziende nazionali che, soprattutto, statunitensi con cui abbiamo sottoscritto contratti vantaggiosi». Le risorse sono state utilizzate in gran parte per il completamento delle attrezzature sia cliniche che di ricerca, per il finanziamento di giovani ricercatori e di tutor, visto che le attività di questo genere erano finalizzate anche alla formazione dei corsi di laurea e post laurea e per finanziare e supportare progetti benefici. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .