La farmacia resta in vendita Resa dei conti in consiglio

Dopo la clamorosa sconfitta, Di Primio riporta in aula il piano per fare cassa Corsa contro il tempo: servono 1,3 milioni entro fine anno o sarà dissesto
CHIETI . È scritto in 9 pagine il futuro dell’amministrazione Di Primio. Tanto è lunga la delibera sulla vendita della farmacia comunale di Filippone per fare cassa. La vendita a 1,3 milioni di euro, finita al centro dello scontro politico con il sindaco Umberto Di Primio messo in minoranza dai 5 ribelli del centrodestra e dall’opposizione, torna in consiglio comunale: lunedì, a partire dalle 9,30, ci sarà la resa dei conti e i panni sporchi della maggioranza si laveranno in aula.
CORSA CONTRO IL TEMPO. Dopo la sconfitta del 7 novembre scorso con la maggioranza battuta 15-16, Di Primio è obbligato a riportare la vendita della farmacia in consiglio tra prove di forza, come la minaccia delle dimissioni, e le mediazioni con tre dei 5 dissidenti – Mario De Lio e Roberto Melideo dell’Udc e Diego Costantini, ex Lega, mentre Stefano Rispoli e Mario Troiano, ex di Forza Italia passati al gruppo misto, restano lontani. Ma il tempo stringe: la delibera che sarà messa ai voti dice che la partita dovrebbe essere chiusa «entro il 30 dicembre 2018», compreso il versamento del prezzo della farmacia. Significa che, se il provvedimento passasse già lunedì prossimo – la seconda convocazione del consiglio è fissata al 30 novembre –, il Comune avrebbe appena un mese di tempo per preparare «gli atti necessari per la cessione a terzi della farmacia mediante asta pubblica». Nell’arco di questo periodo, gli interessati ad acquistare la farmacia di via Spatocco dovrebbero rispondere e presentare offerte «con rialzo minimo di 50mila euro». E poi c’è l’ultima clausola: «Il pagamento del prezzo di aggiudicazione dovrà avvenire tempestivamente e comunque entro il 30/12/2018».
CONTI IN ROSSO. Perché il Comune vuole incassare subito i soldi della farmacia non è un mistero per nessuno: l’amministrazione Di Primio, finita nel mirino della Corte dei conti per un buco da 10 milioni di euro rappresentato dall’anticipazione di cassa, ha bisogno di entrate fresche. Lo conferma anche la delibera: «L’alienazione di una farmacia consente, con le risorse che si realizzano, di poter finanziare la spesa nell’esercizio 2018». La delibera prosegue svelando la necessità di soldi: «L’esigenza di risorse pubbliche per i servizi che oggi non sono gestiti in economia e che sono comunque assicurati all’utenza, rende tollerabile una cessione per finalità di interesse pubblico anche a beneficio degli equilibri di bilancio». Senza 1,3 milioni entro fine anno, il Comune rischia di ritrovarsi in dissesto.
NUOVA FARMACIA A MEGALÒ. Sulla delibera, ed è un’apertura ai dissidenti, spunta la possibilità di aprire un’altra farmacia nel centro commerciale Megalò: ma a decidere non può essere il Comune. «Il servizio pubblico oggetto di dismissione potrà in futuro restare sul territorio potendo il Comune avvalersi del diritto di prelazione quando la Regione avvierà la procedura per l’apertura di una nuova farmacia al Megalò». La delibera stabilisce anche che il personale della farmacia «resterà in carico» alla Chieti Solidale, società pubblica che gestisce anche le farmacie comunali di Chieti Scalo e del Tricalle e i servizi sociali.

