La Finanza chiude l’azienda fuorilegge

10 Aprile 2020

L’impresa non poteva continua a lavorare dopo il decreto del governo: maxi multa per il titolare

CHIETI. Continuava a lavorare, ma non poteva farlo: un’azienda è stata chiusa dai finanzieri della compagnia di Chieti per il mancato rispetto delle misure di contenimento del coronavirus. Un uomo di 60 anni, titolare della ditta che vende e ripara macchinari per panificazione e pasticceria, è finito nei guai per l’inosservanza della sospensione prevista dal governo: la sua attività, come accertato dalle fiamme gialle guidate dal capitano Giuseppe Laganà, non rientra tra quelle consentite dal decreto del presidente del consiglio dei ministri del 22 marzo e dal decreto del ministero dello Sviluppo economico del 25 marzo. L’azienda non si era neppure preoccupata di inviare la documentazione al prefetto per comunicare la decisione di proseguire l’attività. Il proprietario è stato dunque multato con una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro. Non solo: la guardia di finanza ha disposto l’immediata chiusura provvisoria della ditta per cinque giorni «allo scopo di impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, in attesa dei successivi provvedimenti della prefettura. Per l’azienda è prevista anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni, sanzione che sarà irrogata dalla stessa prefettura di Chieti». All’interno della sede è stato trovato anche un trentenne intento a svolgere le mansioni di magazziniere senza regolare contratto di lavoro: «La sua posizione», spiegano i militari, «sarà esaminata nel corso di una separata attività ispettiva in materia di lavoro». Per il dipendente “in nero” è scattata la sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro in quanto, in assenza di un regolare contratto, si è spostato dal proprio Comune di residenza verso un altro senza comprovate motivazioni.
Dall’inizio dell’emergenza, i finanzieri del comando provinciale, coordinati dal colonnello Serafino Fiore, hanno segnalato quattro attività commerciali alla prefettura per la sospensione e 92 persone per il mancato rispetto dei provvedimenti che vietano gli spostamenti ingiustificati. Proseguono anche i controlli in negozi e farmacie: è caccia a chi specula sui prezzi nei giorni dell’emergenza. Sotto i riflettori ci sono principalmente quei prodotti, come mascherine e disinfettanti, per i quali si è registrato un enorme aumento delle richieste da parte dei consumatori. (g.let.)