La finanza indaga su 5 anni di forniture

I mancati appalti e la proroga di vecchie gare al centro dell’inchiesta. Ipotizzati i reati di truffa, frode e abuso d’ufficio
CHIETI. Almeno cinque anni di forniture con il sistema delle proroghe di vecchi appalti. La mancata indizione di gare pubbliche per l’acquisto di materiale medico è al centro dell’inchiesta aperta dalla procura di Chieti sulla Clinica cardiochirurgica, un reparto chiave dell’ospedale Santissima Annunziata. Al momento, stando a quanto emerso, si ipotizzano i reati di truffa, abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture: nel registro degli indagati sarebbero state iscritte tre persone. Ma l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani e delegata alla guardia di finanza diretta dal colonnello Serafino Fiore, si trova ancora in una fase embrionale. Venerdì mattina le fiamme gialle sono arrivate negli uffici della Asl Lanciano Vasto Chieti per acquisire documentazione utile all’indagine e prendere a verbale, come persona informata sui fatti, il direttore generale Thomas Schael, nominato quattro mesi fa. Non è da escludere che, nei prossimi giorni, i finanzieri decidano di ascoltare altre persone per ricostruire le spese sostenute nell’unità operativa di Cardiochirurgia. Il sospetto è che, ricorrendo sistematicamente a vecchie gare d’appalto, non pubblicando avvisi pubblici e non facendo valutazioni comparative, i dispositivi medici siano stati acquistati a prezzi non vantaggiosi per le casse della Asl. Ed è possibile che l’attenzione si concentri anche sugli acquisti fatti per altri reparti del Dipartimento cuore. Si tratta di spese relative al passato, considerando che Schael ha assunto l’incarico solo lo scorso 12 settembre.
L’ultimo blitz ha scatenato la discussione anche a livello politico. Dice Barbara Stella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: «La notizia dell’inchiesta è l’ennesima tegola su questo reparto che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Asl di Chieti. Credo sia alquanto necessario che la Regione e il direttore generale dell’azienda sanitaria non attendano i tempi lunghi dell’indagine, ma si attivino al più presto con tutte le procedure e le azioni necessarie per individuare e risolvere le numerose problematiche dell’unità operativa».
Secondo il consigliere pentastellato, «interrompere le proroghe delle gare precedenti può essere sicuramente un primo passo, ma mi auguro ci si adoperi concretamente per restituire alla comunità un servizio sanitario che faccia sentire al sicuro e in buone mani un cittadino con problemi di salute e che affida la propria vita alla sanità pubblica. È evidente che c’è qualcosa che non va e non si può più far finta di niente. Come può un cittadino avere fiducia di una sanità con tutti questi problemi?».
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