La folla e la porchetta per la convention del sindaco Di Primio

9 Maggio 2015

Oltre mille persone nel capannone Wts dove Buracchio spiega il codice deontologico e Febbo attacca Di Fabrizio

CHIETI. Folla e porchetta per Umberto Di Primio che riparte dallo Scalo anzi dal capannone industriale dell’azienda di Walter Tosto. Lavoro e occupazione, «ma non i posti che si promettono per candidare qualcuno», ha attaccato a spada tratta il sindaco ricandidato dal centrodestra, avendo come bersaglio uno solo dei suoi sette avversari (gli altri vengono nominati solo di striscio) di cui nessuno pronuncia mai il nome, riferendosi a lui come quello che ha una “b” in meno rispetto al consigliere regionale Mauro Febbo. E poi ci sono i “traditori” e chi per cinque anni gli ha «tirato la giacca». E qui Di Primio fa autocritica: «Non starò più zitto come in passato. Quei silenzi mi sono molto pesati, ma d’ora in poi non mi farò più tirare per la giacca. Per fortuna, chi ha pietito un piatto di lenticchie per votare un bilancio ora sta dall’altra parte». Oltre mille persone hanno affollato il capannone numero 2 della WTS in via Piaggio. Di Primio ha voluto fare la presentazione delle liste come il primo vero e proprio grande comizio della campagna elettorale. Invitati anche i big di partito. C’erano il coordinatore regionale di FI, Nazario Pagano e i consiglieri regionali Febbo e Lorenzo Sospiri (assente l’onorevole Fabrizio Di Stefano, impegnato fuori regione per motivi personali), per l’Ncd è arrivata, invece, l’onorevole Federica Chiavaroli, accompagnata dal responsabile cittadino Stefano Di Renzo, per FdI c’era il coordinatore cittadino e consigliere uscente, che però non si ricandida, Marcello Michetti, per l’Udc, infine, c’erano il responsabile regionale, l’ex presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, e quello cittadino, l’ex sindaco Andrea Buracchio. Ad aprire gli interventi è stato proprio Buracchio. Il coordinatore cittadino, affiancato sul palco da Di Giuseppantonio, ha iniziato parlando del «codice deontologico comportamentale del buon amministratore» sottoposto ai suoi candidati: «Essere vicini agli ultimi, a coloro che sono in difficoltà. Devono saper prendere decisioni scomode, pur di mettere sempre al primo posto l’interesse della collettività», ha detto Buracchio snocciolando alcuni punti del codice. Gli abbiamo chiesto, al termine del suo discorso, se il codice fosse stato sottoposto ai candidati dell’Udc anche cinque anni fa. Ha risposto con un deciso «no». Dopo i rappresentanti dell’Udc hanno preso la parola il consigliere uscente Achille Cavallo e il docente della “d’Annunzio” Antonello Canzano, rappresentanti delle due liste civiche “Identità teatina” e “Noi domani”. Michetti e l’ex direttore generale della “d’Annunzio”, ora membro del cda del Marrucino, Marco Napoleone, hanno invece parlato per Fratelli D’Italia e “Alleanza per Di Primio”, che insieme formano la lista civica “Teate insieme”. Per Forza Italia sono saliti sul palco Febbo e Pagano ed è proprio con Febbo che si è acceso il comizio. A voce spiegata il consigliere regionale ha detto che «Di Primio deve vincere per salvaguardare Chieti e i suoi tre gioielli». Il primo è la Carichieti (e qui il dito puntato è contro Domenico Di Fabrizio, mai nominato direttamente, ma duramente attaccato), il secondo è l’ospedale (e in questo caso l’obiettivo polemico è il presidente della Regione Luciano D’Alfonso con il progetto del nuovo ospedale fuori da Chieti) e infine l’università “d’Annunzio”. Dopo Di Renzo e Chiavaroli la chiusura di Di Primio. E infine la porchetta.