La gioia di Primante «Ho entusiasmo spero di fare bene»
«Essere cancelliere è una bella responsabilità, soprattutto da laico. Un po’ ho paura, ma sono pieno di entusiasmo». È il commento di Alessio Primante, primo laico a ricoprire la carica di...
«Essere cancelliere è una bella responsabilità, soprattutto da laico. Un po’ ho paura, ma sono pieno di entusiasmo». È il commento di Alessio Primante, primo laico a ricoprire la carica di cancelliere della curia. La nomina è arrivata sabato da parte di monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona, mentre il giuramento c’è oggi. Sguardo limpido, 31 anni, Primante conosce bene la vita religiosa avendo frequentato per 15 anni il seminario in Vaticano. Laureato, sta per discutere la tesi in diritto canonico “Il diritto dell’ambiente nel diritto della chiesa”, la prima del genere. E il diritto dell’ambiente è inserito, non a caso, nello statuto promulgato dal vescovo, il primo della diocesi, dove c’è anche l’apporto di Primante. «È stato un lavoro di squadra e continueremo a lavorare assieme», dice il neo cancelliere, «per poter rinnovare la Chiesa che deve aprirsi alla gente, al dialogo e al confronto. Non deve essere un’istituzione lontana, ma deve toccare il cuore delle persone. Fare chiesa insieme è il nostro motto; io parto dagli atti. Come cancelliere mi occupo di nomine, decreti, disposizioni, anche di gestione delle pratiche matrimoniali. Vivo di atti, alla base per progetti. Nella copertina dello statuto, non a caso, abbiamo riportato la frase cara a don Enzio: “Quod non est in actis non est in mundo” ossia “Ciò che non esiste negli atti, non esiste nel mondo”: la nuova Chiesa ha un progetto messo nero su bianco». Entusiasmo, conoscenza del mondo religioso, preparazione ed empatia con i giovani sono i punti su cui Primante può contare nel suo nuovo impegno che non lo porterà a lasciare l’insegnamento della religione all’Umberto I e al Da Vinci- De Giorgio. «Ai ragazzi tengo tanto», chiude, «mi tengono vivo, continuerò a stare con loro». (t.d.r.)

