La grande morìa di vongole preoccupa i pescatori

Ortona. Marineria in crisi per la strage di molluschi al largo della costa frentana «Non lavoriamo da anni e qualcuno ha comprato da poco anche barche nuove»
ORTONA . La nuova morìa delle vongole in Adriatico nel tratto di mare di interesse del Cogevo frentano, fa ricadere i vongolari nello sconforto. È un dramma professionale quello che i pescatori stanno vivendo: dopo essere rimasti fermi per anni a causa della morìa, proprio quando la situazione sembrava tornare alla normalità ecco il riproporsi del fenomeno. Ed ora la loro paura è di dover far fronte a un nuovo stop forzato. Dopo le preoccupanti notizie arrivate in seguito al sopralluogo degli esperti, che hanno certificato un numero pari a circa l’80% di vongole morte nella zona a 500 metri dalla costa di Torino di Sangro, tra i vongolari si registra uno stato d’animo mix tra rabbia e panico. Sentimenti dovuti a un problema che sembra non risolversi e ai timori di quello che sarà il futuro.
«Ho da poco comprato una barca nuova, ho fatto questo investimento perché sembrava che la situazione stesse tornando a un’apparente normalità e invece così non è», si sfoga un pescatore sottolineando gli sforzi economici che rischiano di essere vanificati dal riproporsi della morìa dei molluschi. D’altronde è stato lo stesso presidente del Consorzio Gestione Vongole (Cogevo) frentano, Maurizio Angotti, a sottolineare come da appena sette mesi si sia tornati a lavorare dopo tre anni di fermo per una precedente morìa. Un paio di uscite a settimana, che però lasciavano ben sperare: «La situazione era favorevole», dice Alessandro Marini, altro pescatore membro del Cogevo frentano. È lui a spiegare come si presentava fino a qualche settimana fa l’area che invece oggi è sotto osservazione: «Sembrava una stagione abbastanza buona, poi all’improvviso si è presentata questa moria a 500 metri dalla costa di Torino di Sangro», racconta Marini. «Ci stavamo pescando da circa un mese in quel punto e da una quindicina di giorni si è mostrato il fenomeno. Non lavoriamo da anni», conclude sconfortato.
La paura è che la morìa possa estendersi, creando ancor più difficoltà. Ci sarà un monitoraggio costante, tanto che già martedì prossimo è previsto un nuovo sopralluogo della Asl per capire se bisogna attendersi un peggioramento delle condizioni. Ed in attesa dei risultati delle analisi che dovranno chiarire le cause di quanto sta avvenendo, i vongolari non possono che sperare in soluzioni in grado di tutelare il loro lavoro, da troppi anni ormai tempestato di difficoltà.
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