La grandine devasta la frutta della coop

San Salvo, Euro Ortofrutticola chiede stato di calamità naturale: distrutto il 70% della produzione di pesche e albicocche
SAN SALVO. Questa avrebbe dovuto essere la settimana della raccolta della frutta. Centinaia di lavoratori erano pronti per l’imballaggio e la spedizione della frutta in tutta Europa. Un periodo sereno per 300 lavoratori stagionali. Sono bastati 15 minuti per distruggere gran parte del raccolto dei soci della cooperativa Euro Ortofrutticola del Trigno. A rischio anche i contratti stagionali. «Dai 2mila quintali di frutta al giorno raccolti sabato nei frutteti si è passati ai 300 quintali raccolti oggi (ieri per chi legge, ndc) che ora dovranno anche essere controllati e non è detto che possano essere commercializzati», dice il presidente della coop, Nicolino Torricella, senza riuscire a nascondere il proprio sgomento. Tutta colpa della violenta grandinata che domenica ha devastato i pescheti della cooperativa del Trigno.
«È stato distrutto il lavoro di un anno», dice Torricella. «Il futuro della coop è nero. Abbiamo deciso di richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale», annuncia il dirigente. La vallata del Trigno è stata una delle più colpite dal nubifragio di domenica pomeriggio. Sugli alberi da frutta sono piovuti chicchi di grandine grossi come ciliege. Diverse decine di ettari di terra sono stati danneggiati. Distrutti pescheti e alberi di albicocche. Allagati gli orti. Crivellati gli alberi di ulivo. Molta frutta pronta per essere raccolta, selezionata e spedita ai numerosi clienti della Euro Ortofrutticola di tutta Europa, dovrà essere buttata. La cooperativa dovrà anche giustificare la mancata consegna. «Oltre il 70% di ciò che doveva essere lavorato è andato perduto», afferma il presidente della società del Trigno. «Ci sono ancora da raccogliere e controllare 40mila quintali ma la situazione è davvero drammatica. Il lavoro di un anno è andato perso in pochi minuti. Siamo agricoltori, sappiamo che può accadere, ma quando accade la pena è comunque enorme. Speriamo che la Regione riconosca la calamità».
Molti agricoltori hanno sperato in una visita del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dell’assessore alle politiche agricole Dino Pepe.
«Da vicino ci si rende conto meglio del disastro. Ma comunque le foto parlano da sole», dice Torricella. «Ci sono terreni che a distanza di 48 ore dal nubifragio sono ancora acquitrini. È uno spettacolo desolante». Il presidente Torricella ha già incontrato il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, e riunito la commissione per valutare il da farsi e preparare gli atti necessari alla presentazione del riconoscimento di Stato di calamità naturale. Ieri è stata la giornata del monitoraggio. Il presidente Torricella e i suoi collaboratori hanno raggiunto le zone colpite e verificato le condizioni dei frutteti.
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