La Lilium ribatte: «Siamo professionisti»

La cooperativa di Sambuceto risponde alle accuse di maltrattamenti a un giovane di Mantova
CHIETI. Un giovane di Mantova li accusa di maltrattamenti ma la cooperativa Lilium di Sambuceto si difende con un articolato intervento, curato dal difensore Dante Angiolelli, nel giorno del processo (rinviato ieri sera dopo l'escussione di testi) a quattro operatori.
La storia del giovane accusatore è un dramma. Mario (nome di fantasia) oggi ha 20 anni ma era minorenne quando lo ricoverarono nel reparto di Pediatria dell'ospedale Poma di Mantova. «Presentava crisi di agitazione psicomotoria con eteroaggressività (tentativo di strangolamento di un altro ospite e nei giorni successivi tentativo di accoltellamento di un operatore) tale da comportarne il ricovero presso il reparto di neuropsichiatria infantile di Monza». Seguirono altri inserimenti comunitari, tutti falliti. Ecco che cosa scriveva di lui, nel 2007, il tribunale per i minori di Brescia: «Dal 7 settembre inizia ad essere teso, più oppositivo e minaccioso nei confronti degli ospiti, specie i più fragili ed anche nei confronti degli operatori. Da questa data inizia l'escalation di aggressività: pugni e calci agli ospiti ("perché non gli piacevano"), fughe dal reparto e dal circuito dell'ospedale con attraversamento di strade ad alta intensità di traffico senza alcuna prudenza. In occasione di una fuga», prosegue la nota della Lilium, «rincorso da due operatori, li ha assaliti con pugni e calci sferrati con forza brutale, tanto che si è dovuto ricorrere alle forze dell'ordine per farlo rientrare. In reparto nonostante le alte dosi di psicofarmaci ha iniziato ad aggredire con pugni altri utenti ed infermieri. Cinque infermieri hanno riportato contusioni e distorsioni tanto da dover ricorrere al Pronto Soccorso». Così nel 2009 il giovane entra nella comunità Nostos (della Lilium), dove rimane tre anni anche dopo il raggiungimento della maggiore età. «Ma dietro sua richiesta la Asl di provenienza lo fa rimanere un altro anno». Quindi «per quanto riguarda le sue accuse ci sentiamo sereni e certi di potere chiarire in modo molto dettagliato e puntuale, come già fatto in passato, la piena correttezza e la legittimità».
Passiamo all'interrogazione parlamentare su questa vicenda, la Lilium risponde così: «Osserviamo con tristezza la scarsa capacità che alle volte colpisce anche chi è in buona fede di selezionare fonti attendibili e di ricostruire i fatti con lucidità. La Lilium si occupa di recuperare a una vita normale ragazzi di età compresa tra 14 e 18 anni affetti da gravi patologie psichiatriche. Li coinvolgiamo in vari tipi di attività, dalla musicoterapia, alla danza terapia, all'ippoterapia, al laboratorio teatrale o manuale, il tutto sotto la guida di uno staff qualificato, composto da medici, psichiatri, psicoterapeuti ed educatori nelle varie discipline. Ma non è un lavoro facile».

