«La liquidazione della Isi? Tempi tecnici da rispettare»

4 Gennaio 2016

LANCIANO. «La liquidazione della Isi va avanti ma ci sono dei passaggi obbligati e complicati da ultimare». E’ la risposta secca di Vincenzo Antonucci ex presidente della Isi, società che gestiva il...

LANCIANO. «La liquidazione della Isi va avanti ma ci sono dei passaggi obbligati e complicati da ultimare». E’ la risposta secca di Vincenzo Antonucci ex presidente della Isi, società che gestiva il patrimonio delle reti idriche messa in liquidazione il 23 dicembre 2014 dai sindaci soci dell’ente, oggi commissario liquidatore della società, a Fabrizio Di Stefano. Una risposta che arriva dopo le richieste di chiarimenti di quanto accadeva alla Isi da parte dell’onorevole Di Stefano che, sulla gestione dell’acqua da parte della Sasi, e delle reti da parte della ex Isi, ha molto da dire. Di Stefano chiedeva lumi visto che della «liquidazione da oltre un anno non si avevano più notizie» e che «il commissario liquidatore prendeva uno stipendio e dovrebbe dare atto di quanto stava facendo, se le reti sono passate o meno ai Comuni e a che punto era la liquidazione». «Premesso che la liquidazione di una società con un patrimonio di oltre 70 milioni di euro non si fa in un giorno» ha spiegato Antonucci «che ci sono decine di cause pendenti tra Isi e Sasi che rallentano le cose, che ci sono problemi nell’accatasto delle reti, la liquidazione va avanti. Isi e Sasi stanno facendo una transazione, si sta trovando un accordo per eliminare le cause pendenti. Si attaccano le persone senza conoscere gli atti. Sono stato l’unico» ha ricordato Antonucci «ad aver risolto un problema, quello dell’esistenza di due società dell’acqua, fatto anomalo e fuori da ogni legge, che si trascinava da un decennio. E l’ho risolto in tempi rapidi e senza costi per la collettività». Votando lo scioglimento della Isi entro febbraio 2015 infatti i sindaci soci dell’ente non hanno pagato tasse per la liquidazione che sarebbero ammontate a circa 6 milioni di euro, soldi che i Comuni avrebbero prelevato ovviamente dalle tasche dei cittadini, ma devono pagare solo l’Iva. Il costo dell’Iva è di 150mila euro da dividere tra i 76 Comuni soci della Isi in base alle quote detenute da ciascun ente. «Appena finiamo l’accatastamento delle reti, operazione mai fatta prima» ha chiuso Antonucci «queste passeranno ai Comuni. Al momento sono ancora della ex Isi ma ciò non significa che se ci sono guasti, nessuno interviene. Sono tutte operazioni trasparenti ma che richiedono tempo per essere ultimate». (t.d.r.)