La lunga attesa di una anziana caduta dalle scale

1 Ottobre 2015

CHIETI. È arrivato al pronto soccorso del Santissima Annunziata alle 19.07 dell’altro ieri sera con l’anziana madre che era caduta dalle scale, ma passavano le ore e madre e figlio non riuscivano ad...

CHIETI. È arrivato al pronto soccorso del Santissima Annunziata alle 19.07 dell’altro ieri sera con l’anziana madre che era caduta dalle scale, ma passavano le ore e madre e figlio non riuscivano ad ottenere una risposta sugli effetti della caduta, cosicché, dopo aver aspettato sino alle 23 hanno deciso di tornarsene a casa. È successo a un residente teatino che martedì sera ha accompagnato all’ospedale la madre novantatrenne che cadendo si era probabilmente slogata una caviglia, visto che accusava forti dolori. «Una volta arrivati», racconta il signore, «ci hanno assegnato il codice giallo e, tempo 20 minuti, hanno fatto una radiografia a mia madre. Ho pensato che ce la saremmo cavati in fretta… Ma non è stato così. Abbiamo iniziato ad attendere ore ed ore e, quando ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto che stavano chiamando un ortopedico per poter leggere le radiografie. Erano quasi le 23, mia madre, malata di Alzheimer, stava avendo una crisi per la stanchezza, a quel punto ho detto di non chiamare il dottore perché me ne sarei andato a casa. Ho chiesto solo il foglio d’uscita, ma anche il quel caso mi è stato domandato se potevo attendere altri cinque minuti». A quel punto il signore non ci ha visto più. Ha preso l’anziana madre, diventata ormai anche molto difficile da gestire, ha risposto agli operatori del pronto soccorso che il foglio potevano anche tenerselo e se ne è andato via. «Ovviamente non me la prendo con gli addetti del pronto soccorso», dice ancora, «ma sto meditando di scrivere una lettera di protesta al direttore sanitario dell’ospedale, perché non si può trattare una paziente di 93 anni compiuti allo stesso modo in cui è stata trattata mia madre». (a.i.)