DRAMMA INFINITO

La mamma del bosco per 5 ore coi figli: in regalo libri e dolci Torna in visita la vice console

Dopo 26 giorni di distacco, la madre dei bambini del bosco di Palmoli torna a vedere i figli. Un incontro di 5 ore con i libri di Beatrix Potter e la visita del console australiano. Il punto sulla vicenda.
2 Aprile 2026

L’incontro è durato molto di più rispetto al previsto: bocche cucite all’uscita. Colloquio con la rappresentante dell’ambasciata australiana senza Catherine

VASTO

In regalo ha portato dolci vegani e quattro libri di Beatrix Potter. Li teneva nel solito cestino da pic-nic, solo che questa volta, accanto al cibo, c’erano Peter Coniglio, Nutkin lo scoiattolo, Due topini cattivi e Signora Topolina. Quattro storie per ragazzi scritte da un’autrice inglese dell’Ottocento che ha raccontato animali, boschi, sentieri, tane, campagne. Non sono libri scelti a caso. Parlano di natura e di piccole avventure. E provano a tenere insieme una distanza che, per quei tre bambini, dura dallo scorso 20 novembre, da quando hanno lasciato il bosco di Palmoli in cui vivevano con i genitori per entrare in una casa famiglia su disposizione del tribunale per i minorenni dell’Aquila.

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Ieri Catherine Birmingham quei libri li ha consegnati di persona. È rimasta con i figli quasi cinque ore nella struttura che li ospita. È entrata alle 14.20 ed è uscita quando le sette di sera erano passate da un po’. È il primo incontro autorizzato dal 6 marzo, il giorno in cui la madre è stata allontanata nottetempo dalla comunità ed è rimasta separata dai bambini. Da allora i contatti diretti si sono interrotti. Ci sono state videochiamate, a quanto trapelato non senza attriti, e ci sono state carte, istanze, relazioni, nuovi passaggi giudiziari. Ieri, invece, c’era un pomeriggio intero da riempire, in una sala protetta, davanti agli operatori, con il peso di quasi un mese di lontananza.

Catherine è arrivata insieme al marito Nathan Trevallion sulla loro vecchia Renault Kangoo. Con lei c’era il cestino, con dentro i regali. L’immagine è tutta qui: una madre che arriva con dei libri e dei dolci, come se cercasse di riportare dentro una stanza sorvegliata un pezzo della vita di prima. Non le parole delle perizie, non le formule delle ordinanze, non la lingua delle relazioni. Qualcosa di più semplice: storie da leggere, qualcosa da mangiare, un segno concreto lasciato ai figli in un luogo che continua a non essere casa.

Il tempo dell’incontro si è allungato più del previsto. Perché sia durato così tanto non è stato spiegato. All’uscita nessuno ha parlato. Resta il dato: quasi cinque ore. Molto più di una visita breve, molto più di un passaggio formale. In mezzo ci stanno ventisei giorni di separazione per la madre e più di quattro mesi di lontananza, per i bambini, dal mondo in cui sono cresciuti fino a novembre. Ci stanno anche le difficoltà di un rapporto che da settimane deve passare attraverso orari, autorizzazioni, presenze terze, controlli.

Nella struttura, durante l’incontro, erano presenti la tutrice Maria Luisa Palladino, la curatrice Marika Bolognese, l’assistente sociale Veruska D’Angelo, la garante regionale per l’infanzia Alessandra De Febis e le responsabili della struttura. La visita si è svolta nella sala protetta al primo piano, sotto osservazione. È questo lo spazio consentito, almeno per ora, ai rapporti tra Catherine e i figli: uno spazio regolato da altri, sorvegliato, misurato. Per Nathan, invece, la situazione è diversa. Il padre può vedere i bambini quasi ogni giorno. Ora bisognerà capire se anche per la madre verrà fissato un calendario stabile di incontri, e con quali modalità.

Prima dell’arrivo di Catherine, ieri mattina, la struttura aveva ricevuto di nuovo la visita della vice console dell’ambasciata australiana a Roma, Claudia Elizabeth Foster. Non era la prima volta. Un precedente accesso risale al 9 dicembre, nelle settimane in cui il distacco dal bosco era ancora recente e la vicenda stava assumendo una dimensione più ampia, capace di richiamare attenzione anche fuori dall’Italia. Da allora il caso si è appesantito. Non solo perché sono aumentati i passaggi giudiziari, ma perché il quadro familiare si è ulteriormente irrigidito: a dicembre la madre era almeno vicina ai figli; oggi, per poterli vedere, deve attendere autorizzazioni specifiche e non sa quando arriverà il prossimo incontro.

Anche per questo i libri di Beatrix Potter pesano più di quanto sembri. Sono un modo per tenere aperto un legame con un paesaggio e con una lingua familiare fatta di animali, alberi, sentieri, natura. Un modo per dire ai bambini che quel mondo esiste ancora, anche se per ora resta fuori dalla stanza in cui possono incontrare la madre. Peter Coniglio, Nutkin lo scoiattolo, Due topini cattivi, Signora Topolina: titoli piccoli, quasi gentili, dentro una storia che gentile non è.

A sera l’incontro è finito. Catherine è uscita sotto la pioggia e ha lasciato i figli nella struttura, a una quarantina di chilometri dalla casa di pietra in cui vive con Nathan. Se e quando potrà rivederli ancora non è chiaro. Il bosco, per quei bambini, è tornato a stare dove sta da novembre: nei racconti della madre, nei nomi degli animali, nei libri portati da casa.

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