La mancanza di forniture estere crea problemi anche a Pilkington

San Salvo. La multinazionale del vetro con poca componentistica come è accaduto anche alla Sevel Sindacati preoccupati per le ripercussioni sull’indotto. Vertice azienda-sindacati a metà mese
SAN SALVO. La mancanza di materie prime crea nuovi problemi alla Pilkington. Esattamente come accade alla Sevel e nelle aziende dell'indotto vastese. La mancanza di microchip impedisce alle case automobilistiche di lavorare. La produzione mondiale non riesce a stare al passo con la richiesta. In particolare del settore automotive che in Asia sta vivendo una nuova primavera.
Audi e Volvo hanno fermato la produzione per mancanza dei semiconduttori indispensabili per realizzare microchip. L'effetto domino ha colpito anche la Pilkington e rischia di creare guai peggiori del Covid. «Siamo fortemente preoccupati», spiegano Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «Se si ferma l'automotive si ferma l'indotto».
In questa fase c'è una richiesta di cassa integrazione in aumento da parte delle aziende non a causa del calo della domanda dei prodotti, né per le chiusure dovute al Covid, ma proprio per la mancanza di materie prime, in particolare i microchip che oramai finiscono un po’ in tutti gli strumenti di uso comune. «Un problema che rischia di scatenare una crisi che potrebbe essere ben peggiore addirittura di quella generata dal Covid».
Fortunatamente il ministero del Lavoro ha concesso alla Pilkington la proroga della cassa integrazione fino al 17 novembre. Il provvedimento riguarda sia lo stabilimento di Piana Sant'Angelo che quello di Settimo torinese. Dalla prossima settimana azienda e sindacati torneranno a parlare anche di esuberi. La multinazionale, così come tutto il settore industriale, attende le decisioni del governo sugli ammortizzatori sociali.
Pilkington a primavera ha dichiarato 300 esuberi. Quanti lavoratori potranno beneficiare dei contratti di espansione che permettono di andare in pensione 5 anni prima? «A metà settembre sarà fatto il punto della situazione», spiegano i sindacati.
Certo è che da due anni non c'è pace per il settore industriale. A soffrire maggiormente è il settore metalmeccanico e le aziende legate all'automotive. La Regione ha assicurato di seguire attentamente la situazione nei colossi industriali del Vastese. Molte decisioni importanti spettano tuttavia al ministero. La Nippon Sheet Glass, azienda madre della Pilkington, continua a puntare sulla fabbrica di San Salvo che quest'anno produrrà anche vetro per l'edilizia. In questo modo si cercherà di compensare le perdite dovute alla crisi del mercato dell'auto.
Quello che è accaduto nell'ultimo anno ha imposto al gruppo internazionale un programma di profonda trasformazione. Fortunatamente sono rimasti accesi i forni Float che assicurano le seconde lavorazioni.
Settembre dunque sarà un mese di importanti comunicazioni sia per la Pilkington che per la Denso (Alternatori e motorini elettrici).
Dal 6 settembre riprendono le trattative per portare a San Salvo i motori elettrici e aumentare i contratti di espansione. (p.c.)
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