La maratona di mamme e bimbi

La Villa e il Corso invasi dagli alunni della scuola di via Arenazze. In piazza Vico pane e olio per tutti
CHIETI. Ieri mattina alla Villa Comunale una favola ha preso vita. Erano gli alunni e le maestre della “scuola dell’infanzia di Via Arenazze – Istituto comprensivo 2”, che hanno dato il via alla seconda edizione della “Maratona della Mamma – A Spasso con Dorothy”. L’evento si inserisce all’interno del progetto didattico “Io e la mia Favola” che quest’anno ha scelto “Il Mago di Oz” di L. Frank Baum come narrazione principale per raccontare la diversità, la sfida ad essere se stessi, sentimenti ed emozioni, amore verso l’altro.
La “maratona” inizia con il taglio del nastro dell’assessore alla pubblica istruzione nonché vicesindaco Giuseppe Giampietro accompagnato dalla dirigente scolastica Giovanna Santini. Insieme alle bambine e ai bambini della scuola si sono poi avviati verso piazza Gian Battista Vico. Lì, ad aspettarli, ci sono tavoli imbanditi di pane e olio allestiti dal bar “Bon Bon”, come a voler ricordare quanto fondamentali siano i momenti di convivialità e di gioia nella vita di tutti i giorni.
«Proseguiamo verso la nostra scuola di Via Arenazze” specifica la responsabile di plesso Carla Carusi «per andare dal nostro Mago di Oz. Ognuno questa mattina rappresenta un personaggio della favola: le mamme sono le fate dell’est, i bambini indossano pettorine che raffigurano l’uomo di latta, lo spaventapasseri e il Leone Codardo e le bambine sono vestite proprio come la piccola Dorothy».
La manifestazione, organizzata in occasione dell’imminente festa della mamma, ha visto la partecipazione attiva di diverse insegnanti che hanno camminato insieme ad alunni e genitori. Fra le altre, Franca Sbaraglia, Alessandra del Grosso, Roberta Bardella, Francesca Ingardia, Carla Pulcinella, Cesira Odoardi e Anna Maria Lucini con le collaboratrici scolastiche Gabriella D’Intino ed Elisabetta Iezzi. Arrivati a scuola si è svolta la premiazione delle mamme con un cestino realizzato dagli alunni contenente un cuore (simbolo dei sentimenti), una lampadina (simbolo del cervello), una stella alpina (simbolo del coraggio).
«Un bel progetto – ci tiene a sottolineare l’assessore Giampietro –. Quello che più mi ha fatto piacere è stato il forte spirito di unità ei condivisione». La manifestazione ha visto la collaborazione della polizia municipale che ha scortato il corteo. Le strade si sono riempite di colori, di piccole voci: ricordavano, forse, l’importanza di tornare a sperare.

