La medaglia d’oro ai patrioti civitellesi che difesero il paese

23 Giugno 2018

Civitella. Organizzati in gruppo affrontarono i tedeschi Domani la cerimonia di consegna con Legnini e il prefetto 

CIVITELLA MESSER RAIMONDO. La medaglia d’oro al valor civile, conferita dal ministero degli Interni al Comune di Civitella, sarà consegnata al sindaco Danilo D’Orazio domani, alle 18,30 in piazza Brigata Maiella, dal prefetto Antonio Corona e dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. È un riconoscimento tardivo, però efficace nel tenere vivi i ricordi della guerra nell’inverno 1943-44. Ma è soprattutto un premio postumo ai primi patrioti della Maiella che furono proprio civitellesi, i quali a fine novembre ’43 si organizzarono in un gruppo di trenta persone per evitare la distruzione del loro paese da parte dei tedeschi, che già operavano in zona contrastati dalla “Banda di Palombaro”, costituita da militari italiani del presidio chietino, più tardi sgominati e falcidiati dai tedeschi grazie alle spie fasciste di Chieti. I civitellesi, animati da Luigi D’Orazio, antifascista e combattente della Grande guerra, e da Francesco Di Lullo, maresciallo di marina casualmente in licenza l’8 settembre, presero contatti a Casoli con militari neozelandesi che vi erano arrivati la sera del 3 dicembre. Con questi, due giorni dopo, i patrioti civitellesi affrontarono i tedeschi, che già avevano distrutto un terzo del paese, a Colle Santa Giustina, uccidendone quattro. La mattina seguente arrivarono rinforzi dalle due parti: un’ottantina di paracadutisti britannici e una settantina di tedeschi. La battaglia fu cruenta e vide vincitori alleati e patrioti. Ci furono scontri successivi a Selva e Lama, e il comando delle azioni fu del maggiore Lionel Wigram, ucciso un paio mesi dopo nella sfortunata battaglia di Pizzoferrato. Il successo di questi scontri convinse gli inglesi ad armare gli insorti italiani, sempre più numerosi e provenienti da vari paesi dell’Aventino, capeggiati da Ettore Troilo. Così nacque il Corpo volontari della Maiella a Casoli, nel castello ducale, il 10 gennaio 1944. È una data sottolineata con certezza da Guido D’Orazio, figlio di Luigi e autore di una recente ricostruzione storica di quel periodo, che confligge con quella canonica del 5 dicembre, arrivo di Ettore Troilo e Vittorio Travaglini a Casoli, ma che è riconosciuta implicitamente anche da Nicola Troilo, recentemente scomparso, nella sua “Storia della Brigata Majella” del 1967. Lo scorso anno Guido D’Orazio ha pubblicato ricordi e documenti in suo possesso nel libro “La prima banda Patrioti della Majella”, che ha innescato la richiesta del Comune per la medaglia d’oro. Una richiesta ufficiale accompagnata dagli interventi di Daniela Spadaro e Mario Masciantonio, e soprattutto di Filippo Paziente, ricercatore indefesso degli avvenimenti della prima metà del Novecento nell’Abruzzo chietino. Sta di fatto che i patrioti civitellesi confluirono nella Brigata Maiella il 16 febbraio, a Corpisanti di Lama dei Peligni, più o meno negli stessi giorni dei patrioti di Gessopalena capeggiati da Domenico Troilo, che assunse subito il ruolo di vice comandante. Sulla Brigata Maiella e sugli avvenimenti di quel periodo c’è ormai un’ampia letteratura storiografica (da Costantino Felice a Marco Patricelli, Nicola Palombaro, Francesco Di Cintio e altri), che si amplia per i continui studi e ricerche creando un fenomeno di interesse generale soprattutto nelle nuove generazioni, rovesciando così quel disinteresse, venato di ostracismo, che circondò i patrioti (non si vollero mai chiamare “partigiani”) negli anni ’50 e ’60. Eppure erano stati loro, più o meno ventenni, a riscattare l’acquiescenza dei genitori verso il regime fascista ed erano stati loro -contadini, artigiani, studenti, nullafacenti- a difendere i propri paesi e beni dalla violenza repressiva e vendicativa dell’esercito nazista.
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