La minaccia dei sindaci: non votiamo in Provincia

Ufficializzate le candidature: Di Primio sfida il presidente uscente Pupillo Ma il primo cittadino di Ripa avverte: serve condivisione, altrimenti disertiamo
CHIETI. Sarà uno scontro Chieti-Lanciano lungo 20 giorni. Sono due i candidati per la presidenza della Provincia di Chieti in vista delle elezioni del 31 ottobre: lo sfidante, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio (Forza Italia), e l’uscente Mario Pupillo, sindaco Pd di Lanciano che ambisce al terzo mandato da presidente. Ma i piccoli Comuni non ci stanno a recitare il ruolo degli attori non protagonisti: condivisione o altrimenti disertiamo le urne.
Ieri, sono state depositate le candidature e controllate le firme che le sostengono: 219 le sottoscrizioni per Pupillo, 221 per Di Primio. Ne sarebbero servite 187, ovvero il 15% degli aventi diritto al voto che sono 1.250 tra sindaci e consiglieri dei 104 Comuni della provincia. La commissione elettorale ha annullato 5 firme per Di Primio e 6 per Pupillo.
Con l’ufficializzazione delle candidature si apre la campagna elettorale. Di Primio sceglie la platea di Facebook come prima uscita da candidato presidente: «Altri sindaci e amministratori della provincia mi hanno chiesto di candidarmi: ho accettato per spirito di servizio alla comunità», dice il sindaco giunto al secondo mandato, «al lavoro, dunque, con dedizione al territorio. Obiettivi: utilizzare tutte le risorse possibili per risolvere le grandi problematiche della provincia di Chieti, in primis la sicurezza delle scuole e le infrastrutture e sostenere le aree interne troppo spesso lasciate all’abbandono».
Il ritiro di Arturo Scopino, sindaco di Montelapiano e consigliere provinciale, collaboratore di Pupillo con la delega alla viabilità, fa tirare per ora un sospiro di sollievo al centrosinistra. Scopino avrebbe potuto spostare l’equilibrio dei voti a favore di Di Primio.
Ma il voto in Provincia – si vota dalle 8 alle 20 nell’unico seggio allestito nella sede di corso Marrucino e lo scrutinio inizierà subito – resta imprevedibile: sulle elezioni pende la minaccia dei piccoli Comuni. «Finora, di programmi non ne abbiamo ancora sentito parlare né da una parte né dall’altra», dice il sindaco di Ripa Teatina Ignazio Rucci, un altro che avrebbe voluto candidarsi a capo di un gruppo di primi cittadini della Val di Foro, «mi auguro che, fino al 31 ottobre, Di Primio e Pupillo ci dicano cosa vorrebbero fare per il territorio: basta parlare di strategie politiche, a noi sindaci interessa l’osso perché siamo noi quelli in prima linea. Propongo», prosegue Rucci, «un incontro con i candidati per conoscere idee e proposte. Gli stessi sindaci potrebbero fare proposte e segnalare punti critici». E poi Rucci lancia l’avvertimento. «Gli amministratori dei piccoli Comuni», dice, «andranno a votare solo se stimolati sui programmi». (p.l.)
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