La minoranza si dimette Ma non è un pesce d’aprile

2 Aprile 2017

Torrevecchia Teatina, Marinucci e i suoi lasciano il consiglio per protesta Parte l’attacco al sindaco Baboro che ribatte: «Pronta ad amministrare da sola»

TORREVECCHIA TEATINA. Dimissioni in blocco per la minoranza al Comune di Torrevecchia. Non è un pesce d’aprile: Gianni Di Giovanni, Giancarlo D’Angelosante, Sergio Sprecacenere e Alice Petrongolo si sono ufficialmente dimessi. Ieri sera hanno incontrato a palazzo ducale i loro sostenitori e insieme al leader della lista civica Il Girasole, Nando Marinucci, hanno spiegato le ragioni del gesto. Si tratta di dimissioni di protesta, «un gesto per dare l’esempio», dice Marinucci, «nella speranza che anche i consiglieri di maggioranza si rendano conto di quello che sta succedendo e facciano lo stesso». Le dimissioni saranno a catena. Nel senso che anche i consiglieri della lista che entreranno al loro posto, si dimetteranno a loro volta. Stesso destino, dunque, per William Centurione, Ulisse Mincone, Arianna Salvatore, Floriano Petrongolo, Giovanni Palumbo, Adele Di Renzo e Luciana De Angelis.

L’attacco alla maggioranza del sindaco Katja Baboro è soprattutto su come è stata gestita la questione dell’impianto di trattamento rifiuti che voleva realizzare la Methapower in paese. Il gruppo di Marinucci è sempre stato contrario. La maggioranza, invece, aveva detto prima sì, per poi tornare sui propri passi. L’azienda ha così chiesto un risarcimento danni. Il giudice ha condannato il Comune a dare alla Methapower quasi 300 mila euro, ma l’ente ha impugnato la sentenza. Il tribunale deve ancora esprimersi nel merito, ma nel frattempo ha rigettato la sospensiva chiesta dal Comune.

«La Baboro con tutto il suo entourage», dice Marinucci, «invece di aprirsi al dialogo offerto, di fornire risposte e dimettersi per tutelare l'istituzione, reagisce con negazioni, minacce, indifferenza e spocchia anche nell'ultimo consiglio comunale, irridendo il consiglio stesso con dichiarazioni al limite». Di qui le dimissioni, «logiche e consequenziali per richiamare all'ordine e al rispetto delle istituzioni pubbliche». L’opposizione si augura, a questo punto, un «azzeramento totale» anche da parte della maggioranza. Che però non ci sarà, come ha fatto capire il sindaco Baboro, che si dice «dispiaciuta» per la scelta della minoranza, ma anche «pronta ad amministrare con le sole forze della maggioranza, che è solida, giovane e compatta». E riguardo alla questione Methapower: «C’è un giudizio in corso», dice, «e fino a quando non si arriva all’ultimo grado non si può dire nulla. Ricordo che noi abbiamo fatto appello e dunque attendiamo il merito fissato per il 18 gennaio del 2018». (a.i.)