La morte della piccola Pamela, non ci furono colpe dei medici

29 Settembre 2023

Conclusi gli accertamenti sulla bimba di 8 anni deceduta dopo tre giorni di febbre nel gennaio scorso I risultati degli esami: gli operatori sanitari avevano adottato tutte le misure necessarie a salvarla

VASTO. Nessuna negligenza, imperizia e imprudenza è da addebitare agli operatori sanitari che, la mattina di Capodanno, si occuparono della piccola Pamela Battaglia, la bimba vastese di 8 anni morta per un arresto cardiaco. È quanto sostiene il consulente incarico dalla procura di Vasto, il professore Cristian D’Ovidio. Pamela è morta a causa di una pericardite, dopo tre giorni di febbre, una patologia influenzale particolarmente aggressiva che l’aveva debilitata. La bimba perse i sensi poco dopo le 7 del primo gennaio. Alle 7.44 del centralino del 118 arrivò la disperata richiesta dei familiari. Alle 7.52 a Vasto arrivò l’elisoccorso e i medici tentarono di rianimare Pamela col defibrillatore. Poi la disperata corsa in ospedale.
La prima ipotesi è stata di morte conseguente a presunte complicanze derivanti da una forma influenzale. Il padre della piccola però, impietrito dal dolore e incredulo davanti alla tragedia, si è affidato all’avvocato Raffaele Giacomucci e ha presentato una denuncia contro ignoti. La salma venne riesumata per stabilire con assoluta certezza le cause del decesso ed eventuali responsabilità. Al termine di una lunga e dettagliata relazione, il professor D’Ovidio ha concluso ritenendo che non sia stata individuata nessuna negligenza penalmente rilevante nel comportamento degli operatori sanitari intervenuti per soccorrere Pamela, dal momento che adottarono misure coerenti con i dati oggettivi clinico-laboratoristici e soprattutto strumentali senza riuscire ad arrestare il processo letale già ineluttabilmente innescatosi nel corpo della piccola Pamela.
I risultati peritali sono ora al vaglio della procura che, dopo aver preso visione anche di quanto emerso dagli altri accertamenti, deciderà il da farsi. Il reato ipotizzato è omicidio colposo a carico di ignoti. La magistratura ha acquisito la cartella clinica della bambina e assunto informazioni sul decorso e sulla cura della piccola paziente.
La documentazione è al vaglio del sostituto procuratore Silvia Di Nunzio. Qualora i risultati dovessero convincere il magistrato della inevitabilità del decesso, la denuncia sarà archiviata. «Il padre di Pamela sostiene che la figlia non soffrisse di alcuna patologia cardiaca», ha più volte affermato l’avvocato Giacomucci, «l’uomo assicura che la figlia era una bimba sana, vivace e molto intelligente. È comprensibile che un padre invochi la massima chiarezza».
A distanza di quasi dieci mesi dalla morte della bambina è ancora inenarrabile la disperazione dei parenti e di quanti hanno conosciuto Pamela davanti a una tragedia che nessuno si sarebbe aspettato.
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